Cannara, il ponte sul Topino “sorvegliato speciale”: installati dodici sensori

Il progetto prende le parti dalla tesi di laurea di uno studente del Politecnico di Torino. I dati forniti serviranno per avere un quadro su anomalie dovute anche a sollecitazioni esterne

Il ponte che attraversa il centro abitato di Cannara

Dodici sensori sono stati installati sul ponte che sovrasta il fiume Topino nel centro abitato di Cannara. Il progetto, che fa del ponte un “sorvegliato speciale”, prende le parti dalla tesi di laurea di Nicola Catalano, studente del Politecnico di Torino. Avviato in collaborazione con la Provincia di Perugia e dal Dipartimento di ingegneria civile dell’Università di Perugia, vede in prima fila anche l'azienda “Eagleprojects”.

La tecnologia adottata permette di controllare in tempo reale, tutti i giorni 24 ore su 24, il comportamento del ponte al passaggio dei mezzi e di analizzare eventuali anomalie. I dati trasmessi da questi sensori saranno accessibili da remoto su web o app e consultabili in qualsiasi luogo anche con un semplice smartphone. I sensori installati forniscono, inoltre, utili informazioni sulle varie sollecitazioni esterne di natura idraulica e sismiche.

L’obiettivo - spiegano dalla Provincia - è quello di creare in futuro, attraverso un sistema affidabile, un database storico con informazioni costantemente aggiornate, e riuscire a controllare contemporaneamente, da un solo luogo, strutture di ogni genere posizionate anche a distanze notevoli tra loro. Il monitoraggio strumentale è legato alla necessità di avere il controllo sullo stato di salute di strutture storiche e infrastrutture stradali. È per questo che enti pubblici, università e privati hanno sviluppato da tempo insieme soluzioni innovative a basso impatto ambientale e ad alta affidabilità.

“In realtà - commenta la consigliera provinciale con delega alla Viabilità, Erika Borghesi - la Provincia di Perugia da anni monitora costantemente l’infrastruttura. Già prima degli eventi sismici del 2016 - prosegue - erano stati condotti studi per valutarne l’evoluzione del quadro fessurativo. Poi a seguito del terremoto – ricorda Borghesi - il ponte era stato chiuso completamente al transito con un’apposita ordinanza sindacale. A seguito di un’indagine più accurata - continua la consigliera - era stato riaperto a senso unico alternato ai mezzi con massa complessiva a pieno carico non superiore alle 10 tonnellate ad esclusione degli autobus”.

A questo proposito era stata segnalata anche la necessità di un intervento di ripristino, attualmente in corso di approvazione da parte del Dipartimento di protezione civile del Ministero per un importo di circa un milione e mezzo di euro.

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di Redazione

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