Cinque per mille alle attività sociali del Comune: l’appello di Trevi

L’Ente guidato dal sindaco Bernardino Sperandio sottolinea l’importanza di destinare le quote all’amministrazione per sostenere interventi in supporto delle persone in difficoltà

Palazzo Comunale di Trevi

Anche per quest’anno c’è la possibilità, per i contribuenti, di destinare il 5 per mille delle trattenute Irpef al Comune di residenza, e quello di Trevi lancia l’appello spiegando contestualmente come fare. In questo senso, l’Ente guidato dal sindaco Bernardino Sperandio sottolinea come, al momento della compilazione del modello Unico, della CU o del 730 relativi ai redditi 2021, sia sufficiente firmare nell’apposito spazio, all’interno del riquadro con appunto la scritta “Sostegno delle attività sociali svolte dal Comune di residenza”. E dall’Ente trevano osservano poi come destinare il 5 per mille al proprio Comune sia un gesto importante, “perché serve a sostenere la spesa sociale, cioè quegli interventi messi in campo dall’amministrazione comunale per alleviare le situazioni di disagio delle persone della comunità che si trovano in difficoltà”. Allo stesso tempo, viene ricordato come il “non firmare” non comporti nessun risparmio, “perché la cifra viene comunque assegnata allo Stato”. Le quote di 5 per mille assegnate al Comune sono, infatti, solo quelle dei contribuenti che avranno apposto la firma sul modulo allegato alla dichiarazione dei redditi. E sempre dal Comune guidato da Sperandio evidenziano come, per l’anno 2021, l’amministrazione stessa abbia sì confermato il mantenimento di fondi per interventi mirati a sostegno di famiglie, anziani, minori e disabili residenti in gravi situazioni di difficoltà, ma ulteriori risorse consentirebbero di potenziare servizi e risposte ai bisogni emergenti delle fasce più deboli della popolazione. Un appello, insomma, quello del Comune di Trevi, a cui ha fatto seguito un “grazie” a quanti apporranno quindi la loro firma per quello che è stato bollato come “importante progetto di solidarietà”.

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di Matteo Castellano

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