Colfiorito, via al restauro dei tesori rinvenuti durante i lavori per la nuova Ss77

Protocollo tra Anas e Mibact. In Italia il primo intervento riguarderà le sensazionali scoperte del “Carro di Colfiorito” e della “Principessa di Plestia” venute alla luce tra Umbria e Marche

Le ruote rinvenute nella "tomba del Carro" a Colfiorito

Valorizzare i reperti venuti alla luce durante i lavori di scavo effettuati da Anas lungo le strade. E' questo il contenuto del protocollo d'intesa firmato tra il Mibact e l'azienda guidata dal presidente Gianni Vittorio Armani. Il protocollo, avvalendosi dell’associazione ArcheoLog Onlus, costituita nel 2015 da Anas con l’obiettivo di riqualificare i reperti archeologici, indica un percorso condiviso per individuare le opportune iniziative di valorizzazione volte alla migliore fruizione del patrimonio archeologico rinvenuto, al fine di incentivare processi virtuosi di sviluppo territoriale, anche tramite attività di raccolta fondi, che darà modo al territorio di divenire parte attiva delle iniziative individuate. “È una svolta per Anas rispetto al passato – ha sottolineato il presidente Gianni Vittorio Armani – l’obiettivo è di abbandonare la prassi della separatezza ed episodicità degli interventi, per sperimentare nuovi percorsi collaborativi e nuovi strumenti di programmazione strategica. Con una logica condivisa con il Ministero dei Beni e delle attività culturali ci siamo impegnati ad avviare nel campo della cultura nuove forme di partenariato pubblico/privato sulla base di metodi partecipativi per rafforzare la collaborazione tra gli enti pubblici e tra questi e gli attori privati per valorizzazione sistematica dei beni culturali”. Nell’ambito della gestione dei lavori, il protocollo introduce una innovativa figura, il cosiddetto “archeologo di cantiere”: un profilo professionale altamente specializzato capace di assicurare il monitoraggio dei lavori sul campo sotto la supervisione della stazione appaltante dei lavori. COLFIORITO - Il primo restauro a livello nazionale riguarderà i “Carri di Colfiorito” e la “Principessa di Plestia”, scoperte illustrate dalla nostra redazione negli scorsi anni (leggi qui). Grazie a una convenzione, firmata nel luglio 2017 con la Soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio dell’Umbria, Archelog Onlus ha già avviato le procedure per il restauro. In particolare, questo restauro – che inizierà nelle prossime settimane – interessa i corredi denominati "Carri di Colfiorito" e "Principessa di Plestia", rinvenuti durante i lavori di realizzazione della nuova statale 77 Foligno-Civitanova Marche, a Colfiorito di Foligno, all’interno di una necropoli di età arcaica che ospita più di 65 sepolture. La tomba dei Carri (VI secolo a. C.) è composta da una sepoltura multipla di un uomo con una lancia, una donna con una fusaiola, peso utilizzato per la filatura della lana, e due fanciulli, insieme al corredo vascolare, una punta di lancia e una spada. Straordinario è il ritrovamento di un carro a sei ruote (sei cerchioni in ferro, probabilmente pertinenti alle ruote di un currus e a un calesse/carro funebre, oltre a morsi equini ed altri elementi metallici relativi al timone). Attualmente il corredo funebre è in deposito presso la Soprintendenza che sta concludendo le attività di selezione pubblica per individuare la ditta che si occuperà del restauro dei componenti bronzei e metallici, mentre il corredo vascolare sarà restaurato dal personale della stessa Soprintendenza.

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di Redazione

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