Corsa dei vaporetti: scelte le date dell'edizione 2016

Il percorso rimarrà lo stesso, mentre a cambiare sarà il regolamento. Ecco alcune delle modifiche apportate in vista di giugno

La Corsa dei vaporetti di Spoleto

La data è stata stabilita, dal 16 al 19 giugno. Ed è stato definito anche il nuovo regolamento. Tutto è pronto per dare inizio ai “lavori” per organizzare l’edizione numero 52 della Corsa dei vaporetti. La manifestazione si svolgerà lungo il consueto percorso del centro storico di Spoleto, analogo a quello dello scorso anno, e sarà ricca di eventi collaterali, con novità che gli organizzatori assicurano “verranno rivelate prossimamente – scrivono in una nota -. Per ora, un'anticipazione che sarà salutata con favore da tutti gli spoletini, è la messa in onda della puntata di Don Matteo 10 dedicata ai vaporetti: il 10 marzo, alle 21.15, tutti sintonizzati su Rai 1 per vedere una puntata in cui la corsa ha un ruolo importante nella storia  e rappresenta un nuovo e inconsueto spot per la città”. Ma eccole, tra le altre, alcune delle normative che determinano il nuovo regolamento della corsa. Il vaporetto, ad esempio, dovrà pesare da un minimo di 40 a un massimo di 60 chili e la sua carenatura dovrà obbligatoriamente essere di forma tondeggiante (non sono ammesse carenature a punta) pena la squalifica. Le tre sue ruote dovranno rispettare la lunghezza di 2 centimetri e una larghezza di 5, con un diametro massimo di 22. I limiti di età per l’iscrizione vanno da un minimo di 16 a un massimo di 70 anni (compiuti al 1 giugno), mentre per gli under 18 dai 13 ai 18 anni, appunto. Alla partenza saranno tracciate 4 corsie. Una volta assegnata un corsia ad un equipaggio, questi non potrà abbandonarla se non al termine della stessa e, come in ogni corsa che si rispetti, non sono ammessi comportamenti scorretti. Una storia quella della Corsa dei vaporetti, che arriva da lontano. Una tradizione, insomma, che gli spoletini hanno onorato, e onorano, a ogni edizione. LA STORIA - Per molti, l’origine del vaporetto risale ad oltre sassant'anni fa ed il nome fu scelto in ricordo dell’automobile a vapore, chiamata appunto “Vaporiera”, che dal 1902 al 1909 fece servizio di linea sul percorso Spoleto-Norcia. Qualche anziano ricorda che, dopo la fine del primo conflitto mondiale, con l’apparire sulla scena dei primi mezzi motorizzati, i ragazzi spoletini si dilettavano a costruire i primi vaporetti artigianali, con ruote costituite da cuscinetti a sfera. Per questi giovani pionieri, guidare il vaporetto nelle strade in discesa della città significava assaporare l’ebrezza ed il piacere di essere il pilota di un mezzo di trasporto seppur privo di motore. Bastava una lastra di latta, due tavolette di legno, uno spago ed un pugno di cuscinetti per costruire il proprio bolide. Un’altra motivazione che si vuol addurre quale loro origine, è quella legata ad una tradizione in uso tra i minatori di lignite di Morgnano. Servendosi dei normali carrelli che utilizzavano quotidianamente per il trasporto dei detriti, nel giorno della Befana, organizzavano una sfilata lungo le vie cittadine, distribuendo le attesissime calze ai bambini presenti. Non si vuole imporre alcuna teoria, ci piace lasciare libera interpretazione a ciascuna persona sulla possibile nascita di questi strambi e goliardici mezzi che hanno saputo conquistare un importantissimo posto all’interno della storia spoletina. Si sa di certo, che negli anni Trenta la tradizione dei Vaporetti continuò ad essere mantenuta, interrompendosi soltanto nel periodo del secondo conflitto mondiale. Riprese nel 1948 su iniziativa del Comitato universitario spoletino. Gli eclettici studenti scelsero quale occasione per il loro ritorno ufficiale la Festa della matricola: organizzarono una vera e propria gara, con tutti i crismi di una manifestazione sportiva, che si disputava, come oggi, lungo il serpentone interno della città, una discesa di 1500 metri che da piazza della Libertà porta in via dell’Anfiteatro. Il premio? Una gigantesca "coppa" di 5 chili, ovviamente di maiale, preparata espressamente da un macellaio spoletino. Dopo il 1950, il rudimentale e artigianale vaporetto, cominciò a modernizzarsi, tanto che, man mano che si avvicinava sempre più ad una sofisticata tecnologia, si allontanava inevitabilmente dalla tradizione. Rimane comunque fortemente intatto lo spirito agonistico e goliardico, che spinge a partecipare a questo fantastico evento. Il Comitato degli universitari, negli anni Novanta, venne sostituito dal Comitato manifestazioni per Spoleto 2000 che, con sacrifici ed abnegazione dei suoi componenti, ha mantenuto l’atteso appuntamento fino al 2006. Grazie al rinnovato entusiasmo e, soprattutto, alla nuova scintilla fatta scoccare dall’Avis, è tornata alla ribalta dal 2012 questa ormai secolare tradizione, per la gioia dei tanti spoletini, grandi e piccoli, giovani e meno giovani, uomini e donne che, sicuramente, si riverseranno lungo il suggestivo percorso.

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di Rosella Solfaroli

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