Covid-19, in Umbria l'età media dei ricoveri è di 79 anni. Coletto: “Indietro con la 4a dose”

Il report settimanale conferma un trend in aumento dei contagi. Dallo studio dell'Ecdc la dimostrazione dell'efficacia di una seconda dose di richiamo per gli ottantenni

Andamento giornaliero dei positivi in Umbria al 21/06/2022.

Trend in aumento. È quello legato alla curva epidemica dell'Umbria, che registra inoltre una crescita della media mobile a sette giorni. L’incidenza settimanale mobile – fanno sapere dal Nucleo epidemiologico regionale - per 100mila abitanti al 21 giugno è pari a 513. L’RDt sulle diagnosi calcolato per gli ultimi 14 giorni con media mobile a 7 giorni è in aumento, attestandosi ad un valore di 1,44. Dallo studio emerge che l’andamento regionale dell’incidenza settimanale mobile per classi di età mostra un trend in aumento in tutte le fasce. L’incidenza più elevata è riscontrata dai 45 ai 64 anni, mentre quella più bassa è tra i bambini di età compresa tra i 3 e 5 anni. Stando ai dati elaborati dal Nucleo epidemiologico regionale, nella settimana dal 13 al 19 giugno tutti i distretti sanitari hanno l’incidenza inferiore a 500 casi per 100mila abitanti, eccetto il Distretto di Orvieto (731) e Alto Cascio (568). Nel distretto di Foligno i contagi sono 462 ogni 100mila abitanti. Rispetto alla settimana precedente si osserva un aumento nell’impegno ospedaliero regionale: al 21 giugno si registrano 116 ricoveri in area medica e un ricovero in terapia intensiva. Nella settimana tra il 13 e il 19 giugno i decessi sono stati 11. “Da un’analisi delle ospedalizzazioni – spiega l’assessore Coletto – emerge che l’età media delle persone con necessità di cure ospedaliere è intorno ai 79 anni. Tra i soggetti over 80 ricoverati, nessuno e quindi il 100 per cento, ha fatto la quarta dose e tutti hanno superato la soglia dei 120 giorni dall’ultima somministrazione di vaccino”. “Alcuni dei soggetti per i quali è consigliata la quarta dose, magari ha avuto il Covid in questi mesi – prosegue l’assessore –. Ma di certo c’è, che sulla somministrazione della quarta dose siamo indietro (solo il 12,01 della popolazione per la quale è consigliata), non tanto per la categoria delle persone fragili, ma per gli over 80 che sono certamente esposti a maggior rischio di sviluppare malattia severa e che con la somministrazione della quarta dose da subito, avrebbero una copertura decisamente più efficace”. A supporto di ciò l’assessore ricorda le più recenti raccomandazioni del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) secondo le quali “il beneficio per la salute pubblica della somministrazione di una seconda dose di richiamo di mRNA per il Covid-19, è stato valutato come più evidente nelle persone di età pari o superiore a 80 anni e la somministrazione immediata di una seconda dose di richiamo in questa popolazione, è risultata ottimale in situazioni in cui la circolazione virale era alta o in aumento”.

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di Redazione

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