Covid, in Umbria +4% di contagi. Regione maglia nera per ricoveri

Stando al monitoraggio di Gimbe riferito alla settimana dal 7 al 13 settembre, che rileva indicatori in calo a livello nazionale, nel Cuore verde d’Italia c'è un lieve aumento dei positivi

Mascherina abbandonata all'ospedale di Foligno

La curva epidemica scende ancora in Italia nella settimana che va dal 7 al 13 settembre. Lo dicono i numeri del consueto monitoraggio della Fondazione Gimbe che rileva un calo dei contagi del 12,9%, dagli oltre 120mila dei sette giorni precedenti a 107.876. Diminuiscono i nuovi casi così come le terapie intensive dell’11,9% (da 185 a 163), i ricoveri ordinari del 13,3% (da 4.459 a 3.868) e i decessi del 14,3% (da 447 a 383). In discesa, dunque, gli indicatori ma ferme le percentuali di coloro che hanno completato il ciclo vaccinale, ossia l’86,7% della platea. E se da un lato il direttore dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha in queste ore dichiarato come il mondo non sia mai stato in una posizione migliore per porre fine alla pandemia come oggi, sottolineando comunque che “ancora non ci siamo, ma la fine è a portata di mano”, dall’altro, tornando all’interno dei confini nazionali, il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta, invita alla cautela ponendo l’accento, tra le altre cose, sul ritorno a scuola. “Il piano predisposto per l’anno scolastico 2022-2023 – evidenzia il numero uno dell’Istituto - appare inadeguato non tanto per le misure previste, quanto per le raccomandazioni spesso generiche e, soprattutto, per le eccessive responsabilità scaricate sulle scuole. Il rischio – aggiunge - è quello di un impatto rilevante sulla circolazione virale”.

Circolazione virale che in tre regioni ha fatto segnare un minimo incremento: tra queste l’Umbria con un più 4%. E restando nel Cuore verde d’Italia, anche le due provincie si iscrivono nel gruppo di quelle 19 in cui è stato rilevato un aumento dei nuovi casi. A Perugia sono 222 per 100mila abitanti, in salita del 2,3%, a Terni, invece, toccano quota 251, su del 12,4%. Non va meglio sul fronte ospedaliero, almeno per ciò che riguarda i ricoveri ordinari negli ospedali. Umbria, in questo caso, ancora fanalino di coda con il dato sull’occupazione in area medica più alto del Paese: è del 18,9% contro una media nazionale del 6,1%. Invariato il tasso di saturazione delle terapie intensive, allo zero per cento come nella settimana precedente. Sul fronte vaccinale, infine, la regione è sempre dodicesima per tasso di copertura con quarte dosi: al 15,2% rispetto alla media italiana del 18%.

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di Matteo Castellano

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