Covid, in Umbria resta bassa la percentuale di nuovi casi ma pesa il dato ospedaliero

Con il 40,8% di occupazione dei posti letto in area medica rilevato dalla Fondazione Gimbe, il Cuore verde d’Italia conferma la peggiore performance a livello nazionale 

Presidio ospedaliero (foto Vissani)

In Italia contagi Covid in lenta discesa mentre la campagna vaccinale resta ferma. È la fotografia scattata dal settimanale monitoraggio della Fondazione Gimbe che, nel periodo che va dal 6 al 12 aprile, rileva un -6,5% di nuovi casi, passati dai 469.479 del precedente report a 438.751. A fare da contraltare, come detto, le somministrazioni di vaccino in sostanziale stand-by nell’ultimo mese: si va dal solo +0,1% delle prime dosi al +1,9% delle terze, passando per il +0,3% delle seconde. L’istituto presieduto da Nino Cartabellotta parla poi di “flop” nella somministrazione della quarta dose negli immunocompromessi, evidenziando come, in questo senso, “occorrono strategie di chiamata attiva”. Restano invece stabili i ricoveri ordinari e le terapie intensive, mentre scendono dell’11,4% i decessi che tornano sotto quota mille (929). In calo, così come gli attualmente positivi, passati da 1.274.388 della settimana precedente a 1.228.745 dell’ultimo bollettino. 

Numeri Gimbe alla mano, l’Umbria si conferma tra le regioni con la percentuale più bassa di nuovi casi, scesi del 16,9% nell’ultima settimana. Sorride il confronto con la variazione media nazionale del -8,1% e quello con la Valle D’Aosta che fa segnare un aumento del 27,4%. Nel Cuore verde d’Italia cala anche l’incidenza settimanale, passata da 1.908 positivi per 100mila abitanti a 1.594, inferiore al dato nazionale di 2.060 positivi sempre per 100mila abitanti. Sono 94, poi, le province in cui Gimbe rileva un’incidenza superiore a 500 casi per 100mila abitanti, e tra queste figurano entrambe quelle umbre seppur con valori in calo. I nuovi casi a Perugia sono infatti 950 (-14,9%) e a Terni 775 (-14,2%).

Resta invece alta in Umbria l’attenzione sugli ospedali, se non altro per il 40,8% di posti letto occupati in area medica. Dato in lieve diminuzione rispetto a quello della settimana precedente (42,4%) ma che costituisce comunque, e ancora una volta, la peggior performance a livello nazionale. In Italia l’occupazione media di posti letto in area medica si ferma al 15,7%. Aumenta anche la saturazione delle terapie intensive che, seppur sotto la soglia limite del 10%, sale dal 3,5 del precedente report al 9,3% attuale. Peggio solo la Sardegna con un’occupazione dei letti in area critica del 12,3%, mentre la media italiana si ferma al 4,9%.

Infine il capitolo vaccini, che vede l’Umbria al settimo posto della classifica nazionale con un 85% di copertura, al pari della Sardegna. La percentuale più alta risulta quella della Puglia dove la popolazione con ciclo completo è pari all’87%, mentre a far registrare il dato più basso è la provincia autonoma di Bolzano con il 77,8%. La media nazionale risulta, invece, dell’84%. Per quanto riguarda le terze dosi, il Cuore verde d’Italia scivola alla decima posizione con l’84,3% di popolazione vaccinata, di poco superiore al dato nazionale che si attesta all’83,7%. Nella fascia 5-11 anni coperta, invece, una platea del 34,2%, mentre a livello nazionale la percentuale si attesta al 33,9%. 

Ha collaborato Maria Tripepi.

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di Matteo Castellano

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