Covid, una petizione per stabilizzare i precari della sanità

Con la raccolta firme promossa da Pietro Stella ed indirizzata al Governo si intende premiare con l’indeterminato l’impegno degli operatori sanitari in questi mesi di pandemia

Infermieri su corsie ospedaliere (foto Vissani)

Premiare l’abnegazione degli operatori sanitari precari in questi mesi di pandemia con la stabilizzazione professionale. È questa l’idea del cittadino folignate Pietro Stella, che ha lanciato una petizione indirizzandola alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e, in generale, al Governo italiano. Alla base del ragionamento di Stella, vi è la constatazione che i professionisti della sanità, dai medici agli infermieri, passando per operatori sociosanitari e tecnici, abbiano svolto un lavoro enorme in questo duro anno di pandemia e, spesso, in condizioni tutt’altro che semplici.

Lo stesso cittadino che ha lanciato la raccolta firme tiene poi a puntualizzare come una parte di questi disponga di contratti a tempo determinato che si rinnovano di anno in anno per i posti vacanti, fino ad arrivare alla stabilizzazione dopo un periodo di minimo tre anni. Per premiare, come detto, l’impegno ed il coraggio del personale sanitario e non disperdere la professionalità acquisita in questo periodo, che, parola di Stella, “vale ben più di tre anni ordinari”, ciò che spera di ottenere il cittadino è chiaro: modificare, in via eccezionale e transitoria, la normativa esistente, consentendo l’immissione in ruolo a tempo indeterminato di tutti gli operatori precari della sanità pubblica, abbreviando, così, di un anno il limite minimo di servizio per il passaggio all’incarico sine die.

Di fatto, quella di Stella, è una vera presa di posizione in favore di quei professionisti che, senza riserve, hanno prestato servizio dall’inizio della pandemia, e cioè dal marzo dello scorso anno, fino ad oggi. Chiunque fosse interessato alla causa, ricordiamo infine, potrà firmare la petizione online al sito http://chng.it/4jkvJjZH

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di Matteo Castellano

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