Dopo 22 anni Rasiglia riabbraccia la sua pala d'altare

L'opera che rappresenta la Trinità e i Santi Pietro, Paolo ed Emidio è stata ricollocata all'interno della chiesa del borgo. Il risultato grazie alla collaborazione tra cittadini ed istituzioni

La pala d'altare ricollocata nella chiesa di Rasiglia

Un altro pezzo d'identità che torna al suo posto. Emozione e commozione a Rasiglia per la ricollocazione della pala d'altare attribuita ad un anonimo maestro di Popola. Il capolavoro, già presente all'interno della chiesa che prima del Settecento si trovava probabilmente nei pressi del castello di Rasiglia, ora è tornato a splendere nel luogo che la ospita dal 1744, ovvero la struttura dedicata ai Santi Pietro e Paolo. La pala d'altare, che riprende la Trinità e i Santi Pietro, Emidio e Paolo necessitava di un importante restauro. Così, come è avvenuto in altre occasioni, la comunità rasigliana ha deciso di rimboccarsi le maniche e contribuire al recupero dell'opera. Questa volta a contribuire è stata anche la Fondazione cassa di risparmio di Foligno con il supporto della Diocesi e della ditta restauratrice “Il Restauro” di Pierangelo Fiacchi, che ha svolto i lavori a titolo gratuito. Da domenica scorsa la pala d'altare fa bella mostra di sé sulla chiara parete della chiesa del borgo folignate. Alla giornata di festa non è voluto mancare nemmeno il vescovo Gualtiero Sigismondi, che ha benedetto il ritorno dell'opera all'interno della chiesa. La pala d'altare torna al suo posto dopo 22 anni. Nel 1997 fu portata via dai vigili del fuoco a seguito del sisma che interessò l'Umbria e le Marche. Alla cerimonia di riconsegna ha partecipato anche Giovanni Luca Delogu della soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell'Umbria. A fare gli onori di casa invece Umberto Nazzareno Tonti, presidente dell'associazione “Rasiglia e le sue sorgenti” e della Fondazione Carifol. La giornata si è chiusa con il concerto d'organo del maestro Claudio Brizi. Proprio l'organo ha anticipato di qualche settimana il ritorno della pala d'altare nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Nel mese di settembre, dopo un prezioso restauro, lo strumento musicale è stato riassemblato e sistemato, per tornare a suonare a ventidue anni dall'ultima volta.

 

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di Redazione

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