Foligno, 442 ettari per il Parco urbano diffuso. Ecco cosa accadrà tra città e montagna

In cantiere un intervento da quasi 2 milioni di euro per la riqualificazione di diverse aree verdi. Dagli Orti Jacobilli al Santo Pietro, spazio al verde e alla riqualificazione dei paesaggi

Parco urbano diffuso, il Parco Hoffman

Il Parco urbano diffuso di Foligno diventerà presto realtà. L’ambizioso progetto che prevede la riqualificazione di un’area di 442 ettari tra il centro storico e la montagna dovrebbe concretizzarsi nel giro di pochi mesi. Da bando, infatti, la fine dei lavori è fissata per il 31 ottobre prossimo.

In cantiere un maxi progetto da un milione e 900mila euro. Fondi concessi dalla Regione Umbria attraverso il programma di sviluppo rurale 2014-2020, che vede tra i suoi interventi anche quello di supporto per investimenti relativi alla riqualificazione dei paesaggi rurali critici. Sette da progetto le aree che insistono tra le mura cittadine e la montagna che saranno sottoposte ad interventi di recupero, mirati principalmente ad un incremento delle aree verdi che mitighino l’impatto urbano controllando anche i cambiamenti climatici. La zona su cui si andrà a lavorare parte da via XVI Giugno all’intersezione con Ponte San Magno e ingloba l’asse del Topino fino al Parco Hoffmann e il quartiere di Sportella Marini, il sito di Santa Maria in Campis e il quartiere Flaminio e fino ad arrivare all’Abbazia di Sassovivo.

Ma quali sono nel dettaglio gli interventi che verranno effettuati? Ad illustrarli alla città è stato giovedì 7 marzo l’architetto progettista Alessandro Bruni, alla presenza - tra gli altri - dell’assessore regionale Fernanda Cecchini e di quello comunale Giovanni Patriarchi. “L’idea - ha spiegato l’architetto Bruni - è quella di metter mano ad aree dismesse e che versano in condizioni di abbandono, costruendo azioni strategiche che permettano di conservare quegli habitat ed al contempo far sì che i cittadini possano usufruire di quegli spazi”.

Entrando nel dettaglio degli interventi, il progetto pensato per il recupero degli Orti Jacobilli prevede il ripristino dell’antica destinazione d’uso, quella cioè di ortogiardino, impiantando specie vegetali perenni per studiarne gli effetti del clima sul loro sviluppo e fornire informazioni sugli andamenti climatici. L’intervento contempla il mantenimento delle forme infrastrutturali presenti e il restauro delle mura di cinta.

Dagli Orti Jacobilli al Parco Flaminio, con un doppio progetto. Il primo dedicato all’area archeologica con il consolidamento della vegetazione con funzione di schermo visivo e barriera antinquinamento, attraverso il mantenimento delle specie esistenti e l’inserimento di nuove. In più verranno creati dei percorsi per muoversi tra gli scavi. Per ciò che riguarda l’area sportiva, invece si agirà attraverso l’inserimento di percorsi ciclo-pedonali e nuove aree di sosta. Previsto anche un parco ludico con vita.

Tra le opere in cantiere anche la riqualificazione di una parte dell’area di sosta degli impianti sportivi di Santo Pietro con l’installazione - tra l’altro - di sedute e parcheggi per le biciclette ed ancora la creazione di piccole isole ecologiche e aree coperte dotate di hotspot wifi e ricarica elettrica.

Da Santo Pietro al Parco Hoffmann, dove si agirà con al creazione di zone di sosta e percorsi salute con apposite attrezzature per l’attività sportiva. E poi nuove alberature anche per ridurre l’impatto acustico dell’anfiteatro. Nella vicina area ex Briziarelli, invece, verrà realizzato un bosco urbano.

Chiude il cerchio l’area di sosta e punto panoramico che sorge vicino l’Abbazia di Sassovivo. Lì verranno sostituiti gli elementi di arredo esistenti, si integreranno le alberature presenti e verranno installati pannelli e tutta l’apposita segnaletica per valorizzare ulteriormente l’area che fa parte della fascia olivata Assisi-Spoleto. 

 

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di Maria Tripepi

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