Foligno, gruppo di amici e Soroptimist rispondono all'appello dei primari con una maxi donazione

I dottori Lucio Patoia e Giuseppe Calabrò avevano chiesto di poter avere dispositivi di sicurezza come mascherine e tute: effettuata già una prima consegna, in attesa del prossimo acquisto

Da sinistra i primari Lucio Patoia e Giuseppe Calabrò

Il grande cuore dei folignati in favore dell'ospedale cittadino. E' con questo spirito che il club Soroptimist International d'Italia “Club Valle Umbra”, insieme ad un gruppo di amici, hanno risposto all'appello lanciato da due medici. Il dottor Lucio Patoia, primario della Medicina interna e il dottor Giuseppe Calabrò, primario della Medicina d'urgenza, negli scorsi giorni avevano chiesto un sostegno per il reperimento urgente di presidi di protezione per il personale sanitario. Sostegno che è immediatamente arrivato da parte di tutti quei cittadini che non ci hanno pensato nemmeno un secondo a venire incontro alle esigenze di chi è impegnato in prima linea nella battaglia al Covid-19. Così, nel giro di pochissimi giorni, sono stati raccolti circa 11mila e 500 euro. I primi 1.500 già sono stati utilizzati per l'acquisto di quasi 100 tute e 400 mascherine: materiale consegnato nelle scorse ore. In arrivo poi ci sono anche altri dispositivi di sicurezza personale. Il resto della cifra, circa 10mila euro, verrà utilizzato per acquistare altri beni indicati dai due primari: al vaglio c'è la possibilità di investirli in un macchinario medico. “Questo – si legge nella nota che ha accompagnato la prima donazione – è un piccolissimo gesto per far sentire tutta la nostra vicinanza al personale medico, infermieristico e o.s.s. impegnato in questo terribile momento storico per garantire la salute di tutti noi”. La missiva porta la firma della presidente del Soroptimist “Valle Umbra”, il notaio Maria Luigia Fino, e dell'avvocato Paola Marchionni, coordinatrice del gruppo di amici che hanno contribuito alla causa. Proprio questi ultimi, hanno versato le donazioni all'International Core Club, realtà senza scopo di lucro che ha messo a disposizione il proprio conto corrente bancario per snellire le operazioni solidali. “Un vecchio detto affermava che l'unico modo per iniziare a fare qualcosa è smettere di parlare e iniziare a fare – racconta Paola Marchionni, tra le promotrici dell'iniziativa – e, proprio in ossequio a questo principio, una chat tra amici si è trasformata in una raccolta fondi”.

Fabio Luccioli

di Fabio Luccioli

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