Foligno, i sindacati avvertono il Comune: “No a nuovi dirigenti”

Dura presa di posizione sulle figure apicali della macchina amministrativa: “Il sindaco sospenda le delibere senza andare per la sua strada”. Il contrasto è sul dirigente dei Servizi generali

Piazza della Repubblica

“Non servono generali ma soldati”. Poche parole per far passare un concetto chiaro: no a nuove assunzioni di dirigenti. E' il messaggio che le rsu del Comune di Foligno inviano al sindaco, all'indomani della decisione di assumere un nuovo dirigente per l'area Servizi generali tramite mobilità esterna. Il futuro numero uno di quest'area, verrà assunto insieme al nuovo comandante della polizia municipale. In quest'ultimo caso, dopo la fumata nera arrivata dalla mobilità esterna, il Comune sceglierà il nuovo capo dei vigili attraverso un concorso pubblico per soli esami. Le decisioni dell'amministrazione Mismetti arrivano ad una settimana di distanza da quello che sarà l'incontro con i sindacati del prossimo 14 dicembre. Un incontro urgente chiesto dalle rappresentanze dei lavoratori lo scorso 22 novembre. E' per questo che l'atto di giunta non è piaciuto alle sigle sindacali: “E' chiaro che l'incontro del 14 dicembre avverrà tardivamente – scrive Andrea Russo nella lettera inviata a giunta e consiglieri comunali -, visto che l'Ente sta procedendo per la propria strada senza tener conto delle richieste di sindacati e lavoratori”. “Chiediamo la sospensione delle delibere e di anticipare l'incontro con il sindaco – scrivono ancora le rsu - visto che la priorità non può essere l'assunzione di un dirigente amministrativo, anziché di operai, educatrici, vigili, istruttori o esecutori amministrativi, finanziari o tecnici. Considerato oltretutto – proseguono - che risparmiando su un solo posto da dirigente si possono assumere fino a tre lavoratori del comparto e garantire migliori servizi ai cittadini”. Così come già accaduto in passato, quello che si sta per riaprire è l'ennesimo scontro di fine anno tra sindacati e Comune di Foligno. Eravamo a cavallo tra il 2015 e il 2016 e anche in quell'occasione a finire nel mirino furono sempre i dirigenti e i loro compensi.

Fabio Luccioli

di Fabio Luccioli

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