Foligno, torna a risplendere la Sacra famiglia dello Scaramucci

Taglio del nastro dopo il restauro nella chiesa di Santa Maria Infraportas. La sinergia Diocesi-Fondazione Carifol ha permesso di salvare una splendida opera

L'inaugurazione nella chiesa di Santa Maria Infraportas

L'occhio pensoso e la bocca piena di mite dolcezza. E' il Gesù Bambino di Ugo Scaramucci, che da oggi torna a rivivere all'interno della cappella del Divino amore, splendido scrigno nella chiesa di Santa Maria Infraportas. Il dipinto che ritrae la Sacra famiglia, insieme ai due affreschi laterali, sono stati restaurati grazie alla preziosa disponibilità della Fondazione Cassa di risparmio di Foligno, che ha stanziato 38mila e 500euro per i lavori. Il dipinto, realizzato negli anni Venti del Novecento, s'inserisce all'interno della cappella voluta dal Beato Pietro Bonilli. Un'opera centenaria ma che già necessitava di interventi urgenti per non disperderne la straordinaria bellezza. A narrare il suo splendore anche un articolo del 13 dicembre 1924 apparso sulla Gazzetta di Foligno. “Il Gesù di Scaramucci – recita l'articolo – non è il solito bambino umile e buono, egli è conscio della sua divinità”. La famiglia al centro dell'affresco affascina per “il dialogo tra stupore e meraviglia che c'è tra Giuseppe e Maria – spiega il vescovo di Foligno, Gualtiero Sigismondi -. Il dialogo incrocia gli occhi pensosi e la bocca mite e serena di Gesù, consapevole di essere venuto per salvare il mondo intero”. Quello della famiglia è più che mai un tema d'attualità perché, “lo scioglimento delle calotte polari – sottolinea il vescovo Sigismondi – porta gravi conseguenze come lo scioglimento della famiglia: è per questo che c'è bisogno di partecipare e pregare per il bene dei nuclei familiari”. A eseguire i lavori è stata la ditta “Il Restauro” di Pierangelo Fiacchi, grazie alle sapienti mani di Lucrezia Gimmelli, Maria Teresa Sista, Eleonora Mencaroni ed Eleonora Panella. Lavori chiusi in breve tempo e che stupiscono per la loro capacità di tornare a far risplendere l'opera. Al taglio del nastro presenti anche gli eredi di Ugo Scaramucci, invitati dal parroco di Santa Maria Infraportas, don Paolo Aquilini. “I lavori di questo artista – ha ricordato per l'occasione il parroco – si sono aggiunti a quelli realizzati nel tempo da pittori come l'Alunno e Mezzastris”. “E' stato un intervento impegnativo – spiega il presidente della Fondazione Carifol, Gaudenzio Bartolini -, ma il risultato è stato eccellente. Questa operazione conferma la tradizione della nostra realtà nel salvaguardare le opere d'arte cittadine”. Per Giovanni Luca Delogu della Soprintendenza delle Belle arti dell'Umbria, “il restauro è molto rispettoso dell'affresco originale, visto che le tinture non hanno snaturato l'effetto originale”. A chiudere la mattinata di festa anche le parole del vicesindaco Rita Barbetti, che ha rimarcato l'importanza del lavoro di squadra: “Lavorare insieme – ha detto il vicesindaco – porta sempre ad un benessere per tutta la città”.

 

Fabio Luccioli

di Fabio Luccioli

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