Foligno, un pulmino per garantire la mobilità alle persone svantaggiate

La Polisportiva Disabili da ora in poi potrà utilizzare il veicolo per permettere a chi ne ha bisogno di muoversi in città. Venti le aziende che hanno sponsorizzato il mezzo

La consegna di un mezzo alla Polisportiva disabili di Foligno

È stato consegnato sabato mattina, in piazza della Repubblica, l'automezzo allestito per i trasporti di persone svantaggiate alla Cooperativa Sociale Polisportiva Disabili. La consegna del mezzo rientra nell'ambito del Progetto di Mobilità Garantita, promosso dall'Amministrazione Comunale insieme a PMG Italia. A rendere possibile ciò l'impegno di 20 aziende del territorio che hanno sponsorizzato il pullmino contribuendo al benessere della collettività. “Oggi è un giorno importante per la città – afferma il sindaco Nando Mismetti – in un periodo di forti disagi la comunità dà delle risposte a chi ha esigenze particolari. Dopo il progetto “Dopo di noi” un altro bel segnale che va verso la direzione di chi ha più bisogno”. Pochi giorni fa infatti, l'accordo che vede la Polisportiva e i comuni di Foligno e Bevagna impegnarsi per la creazione di una casa-famiglia che possa ospitare i ragazzi disabili dopo la morte dei propri cari. “E' un momento di gioia che arriva a pochi giorni dalla firma dell'accordo di programma” sono le parole di Massimo Catarinucci, presidente della Cooperativa Sociale Polisportiva Disabili. Contento della risposta ricevuta dalla città di Foligno anche il presidente di Pmg, Gianpaolo Accorsi: “Sono orgoglioso ed emozionato per essere riuscito a portare a termine il progetto aiutando persone meno fortunate. È bello vedere che c'è tanta solidarietà nonostante le difficoltà”. Prima della benedizione del veicolo a prendere la parola è stato anche Mariano Gattafoni in rappresentanza delle aziende che hanno preso parte al progetto. “Non si tratta sempre e solo di pubblicità – dichiara – i tempi sono difficili ma dalla nostra attenzione possono scaturire iniziative come queste e siamo entusiasti di averlo fatto”.

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di Giusy Ribaudo

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