Foligno, vertice tra Comune ed ospedale. Zampolini: “Stiamo facendo il possibile”

Al centro dell'incontro, le difficolta delle prestazioni ordinarie in questa fase emergenziale. De Fino: “Si lavora su assunzioni rapide”. Zuccarini: “Ripristinare attività chirurgiche”

L'ospedale San Giovanni Battista di Foligno

“Un incontro dal clima molto costruttivo, di ascolto reciproco e di impegni per il prossimo futuro”. Viene così descritto, nella nota congiunta del primo cittadino di Foligno e del direttore generale dell’Usl Umbria 2, il vertice che mercoledì ha visto seduti al tavolo gli stessi Stefano Zuccarini e Massimo De Fino, direttori di dipartimento, personale e direttore sanitario del “San Giovanni Battista”, Mauro Zampolini. Un incontro, richiesto dal sindaco e durato quasi quattro ore, il cui obiettivo, così come sottolineato nella stessa nota, era fare il punto sulle criticità nelle normali attività ospedaliere in un nosocomio parzialmente Covid come quello cittadino e discutere le prospettive future del medesimo presidio.

Sul tavolo, tra le altre cose, le principali problematiche attuali “legate – si legge nel documento – all’apertura dei posti letto Covid e che hanno prodotto la diminuzione di una serie di attività ordinarie, in particolare chirurgiche”. Stando a quanto si apprende, infatti, con l’attivazione dei posti letto in terapia intensiva Covid del 10 gennaio ed il mantenimento di tutte le altre attività di Pronto Soccorso e terapia intensiva normale, c’è stato “un importante assorbimento di risorse professionali, con difficoltà a mantenere gli standard chirurgici precedenti”. Da non sottovalutare, anche il fatto che “il personale sanitario dopo due anni di pandemia sia particolarmente stanco”.

MAURO ZAMPOLINI – Il direttore sanitario dell’ospedale di Foligno ha illustrato come, a fronte dell’emergenza sanitaria e della necessaria apertura di posti letto, abbia cercato, insieme alla direzione, “di mantenere più attività chirurgica possibile, in particolare tutta la emergenza urgenza e una sala chirurgica multidisciplinare per 12 ore giornaliere”.

MASSIMO DE FINO - Il direttore generale dell’Usl Umbria 2 ha dal canto suo posto l’accento sugli sforzi che l’azienda sta facendo per l’assunzione rapida di infermieri e medici. E lo ha fatto sottolineando come, proprio in queste ore, “siano arrivate quattro unità mediche in più a disposizione dell’area medica”. Il manager sanitario ha inoltre parlato della “ulteriore contrattualizzazione di infermieri sia a tempo indeterminato che determinato, questi ultimi in sostituzione delle lunghe malattie e di quelli assenti o sospesi”.

STEFANO ZUCCARINI – Il numero uno di palazzo Orfini Podestà, ribadendo “la necessità che Foligno rimanga una struttura al centro della rete ospedaliera umbra”, ha dunque chiesto di “adeguare al meglio le risorse, in modo da mantenere le attività cliniche usuali nella fase attuale e adeguarle nella prospettiva futura”. Non solo. No, perché il sindaco ha chiesto anche il pieno ripristino dell’attività chirurgica non appena la pressione emergenziale si ridurrà permettendo la chiusura del “modulo Arcuri” di intensiva Covid.

Direzione ed amministrazione hanno quindi sottolineato la necessità di un ulteriore impegno dell’ospedale verso il territorio, oggi e in futuro, “in modo da poter gestire a livello domiciliare le condizioni di cronicità così come nella fase attuale per le persone affette da Covid”. Infine, il plauso generale all’iniziativa dell’incontro con tutti i presenti che hanno apprezzato “la costante vicinanza del sindaco e l’impegno per migliorare rapporto e comunicazione tra ospedale e amministrazione”.

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di Matteo Castellano

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