Il futuro della sanità tra riorganizzazione della rete e ottimizzazione delle risorse

La strada è stata tracciata a Foligno in occasione dell'incontro pubblico "Distretto sociosanitario ieri, oggi, domani" promosso dalla Spi-Cgil

L'incontro pubblico sulla sanità promosso dalla Spi-Cgil

"Ridisegnare la sanità, ricostruendo la rete ospedaliera e puntando sul ruolo strategico dei distretti e dei consultori”. Sembra essere questa la ricetta dell'assessore regionale Luca Barberini, che sabato mattina è intervenuto a Foligno in occasione dell'incontro pubblico “Distretto sociosanitario ieri, oggi, domani”. Promosso dalla Spi-Cgil, il dibattito avviato nella sala conferenze dello storico palazzo cittadino ha avuto come obiettivo quello di informare i cittadini su ruolo e funzioni dei distretti e contemporaneamente porre le basi per lavorare per il futuro. BARBERINI - In quest'ottica, l'assessore Barberini ha sottolineato l'importanza del passato per costruire un futuro che abbia sempre più al centro il cittadino. “Siamo di fronte ad un mondo che sta cambiando ed anche in maniera molto veloce – ha detto –. Cambiamenti che saranno influenzati da alcuni fattori, a cominciare da quello che evidenzia una popolazione sempre più anziana. Come Regione – ha proseguito – dovremo essere in grado di capire quali strumenti utilizzare per dare le giuste risposte alle esigenze della comunità umbra”. Luca Barberini ha quindi fatto riferimento all'imminente attuazione di piani sociali, sanitari e di quelli legati alla non autosufficienza. “Bisogna sconfiggere l'idea – ha dichiarato – che la sanità sia solo quella ospedaliera e puntare su quella di prossimità”. Attenzione, dunque, ai distretti ma anche ai consultori, strutture che – come spiegato dallo stesso assessore – sono quelle a cui si rivolge quotidianamente il cittadino. “Non possiamo più permetterci – ha quindi concluso – ospedali fotocopia, realtà che stanno sì sotto casa ma che non danno quei servizi necessari alle esigenze della comunità”. LA STORIA – Al centro dei lavori, come detto, il passato, il presente ed il futuro del mondo sanitario, con un occhio attento ai distretti appunto. A sviscerarne la storia sono stati Anna Maria Paci, ex direttore del distretto sanitario, Paola Menichelli, attuale numero uno, e il cardiologo Paolo Paolucci. Nel dettaglio, la dottoressa Paci è entrata nel merito di quello che è stato il passato, dalla nascita degli mutualistici alla creazione dell'Azienda unica di sanità locale attuale; poi la parola è passata a Paola Menichelli, che ha illustrato pregi e difetti dell'attuale sistema, soffermandosi sui servizi che vengono offerti oggi alla popolazione da parte del distretto. A porre le basi per il futuro è stato, invece, il dottor Paolucci, che ha incentrato il proprio intervento sull'importanza della prevenzione e della medicina di iniziativa, e sottolineato la necessità di ridurre i ricoveri, le prestazioni nei pronto soccorso e i consumi, evidenziando il ruolo chiave dei distretti. CASA DELLA SALUTE – Ospedale, dunque, ma non solo. Tra le strutture in grado di far fronte alle esigenze del cittadino anche la Casa della salute di Trevi, portata come esempio di sperimentazione dal sindaco Bernardino Sperandio. Dopo un'attesa lunga dieci anni, infatti, oggi la Casa della salute è una realtà capace, grazie alla collaborazione dei medici di base e della guardia medica, di offrire assistenza h24. “Il ruolo della struttura trevana – ha detto però il primo cittadino – deve andare anche oltre, e fornire anche altri tipi di assistenza”. FRATINI – Ferma la necessità di dover fare i conti anche con i fondi a disposizione. “Come Ausl Umbria 2 – ha dichiarato il direttore generale Sandro Fratini – contiamo oggi su un budget di 750milioni di euro, soldi con cui dobbiamo riuscire a garantire i servizi necessari. Per farlo, però, è importante ottimizzare le risorse e sfruttarle a meglio. Solo così – ha detto – possiamo sopravvivere”. Via dunque a tutti quegli esami che vengono prescritti, ma senza che ce ne sia veramente la necessità. Sotto questo punto di vista, il dato riportato è quello di un 65 per cento di accertamenti inutili e che rappresentano un costo per la sanità. “Agendo su questa leva e con questa consapevolezza – ha concluso Fratini – avremo un margine di miglioramento e di crescita che ci permetterà di far fronte, di volta in volta, alle nuove esigenze dell'utenza”. FRANQUILLO – A prendere la parola nel corso della mattinata è stato anche l'assessore alle politiche sociali del Comune di Foligno, Maura Franquillo. “Dobbiamo partire dal presupposto che al centro di tutto c'è il singolo. Preso coscienza di ciò occorre mettere a punto una rete di assistenza che renda le persone meno fragili e più forti. Dobbiamo intraprendere una strada che punti a garantire sempre la dignità del singolo”. CGIL – Ad intervenire per la Cgil, promotrice dell'evento, sono stati – oltre al moderatore dell'incontro, Dino Baldoni, segretario della Lega Spi Cgil – il segretario provinciale Graziano Massoli e il referente di zona della Cgil, Ulisse Mazzoli. “Guardiamo con grande attenzione a questo territorio – ha dichiarato Massoli – e come sindacato dei pensionati italiani ci adopereremo perchè tutto vada come deve andare. Quella umbra è una sanità di livello, ma occorre fare un ulteriore passo in avanti”. “Bene riorganizzare il sistema sanitario – ha aggiunto Ulisse Mazzoli – ma occorre anche lavorare con forza su tre questioni: la formazione dei giovani verso corretti stili di vita, l'informazione che spesso risulta carente, e la prevenzione”.

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di Maria Tripepi

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