Gareggiare dei Convivi, al Morlupo di scena la grande gastronomia

Secondo appuntamento con la gara gastronomica quintanara che ha visto ai fornelli gli chef Alessandro e Giacino Zuccarelli

Il Gareggiare dei Convivi del rione Morlupo

FOLIGNO - Secondo appuntamento, nella città della Quintana, con il Gareggiare dei Convivi. Protagonista della gara gastronomica è stato, martedì sera, il rione Morlupo che, in un piccolo giardino fantastico, ha accolto i suoi ospiti per poi deliziarli con splendidi intermezzi che hanno scandito la proposta gastronomica degli chef rionali Alessandro e Giacinto Zuccarelli. A presenziare al banchetto il presidente dell'Ente Giostra, Domenico Metelli, accompagnato dalla splendida Madrina Michela Cerbini, la Giuria, i Magistrati e gli ospiti dell’Ente. E proprio dalla cucina è arrivata la grande novità del Morlupo che, per evitare ogni possibile contaminazione della attuale tradizione nel banchetto seicentesco, ha riproposto nell’unico servito di cucina un modo inconfondibile di presentare le pietanze. Per questo il Gran Ciambellano Daniele Falchi ha fatto ricorso a “L’arte di ben cucinare” di Bartolomeo Stefani, il celebre cuoco bolognese alla corte dei Gonzaga, dove si introduce il concetto di piatto sforzato con piatto di rinforzo e piatto di intreccio. Il piatto sforzato, paragonato ad una composizione musicale, è una sorta di tema principale melodico con la sua armonia cui fa da contrappunto il piatto di rinforzo e, infine, il ritmo è dato dal piatto d’intreccio. La musica dei Reson Ars di Assisi ha scandito l’intero banchetto, mente un suggestivo tableau vivant ha dato il via alle danze delle meduse e del cigno eseguite dai ballerini delle scuole Spazio Danza e Oplas. Sulla scena anche le danzatrici del ventre della Violet Scrap. Gran finale poi per i bambini del Rione che hanno strappato applausi con lo spettacolo delle bolle di sapone. A dirigere il banchetto, con passione e meticolosità, è stata Elisabetta Maggi Leoncilli Massi affiancata dalle ragazze della commissione artistica e grazie ai contributi di Gino Peccetti con i suoi piatti dell’antica tradizione di Deruta, Stefania Menghini per i costumi, Chiara e Walter per le acconciature e Laura Magrutti per gli imponenti trionfi di zucchero.

Il menù - Primo servito di credenza: Mortadella spaccata con salame attorno, foglie di vite, il tutto regalato di fiori, insalata d’ogni sorta d’erbe, capi di latte con zucchero, pan di spagna e marzapane. Servito di cucina: piatto Sforzato, capponi riempiti tra carne e pelle con lardo battuto, erbe, midolla, latticini e spezie cotti nel butirro a fuoco lento framezzati di lingue di vitella ripiene cotte stufate. Rinforzo, vermicelli di carne in brodo grasso, Intreccio, salsa di arancia con zucchero e spezie. Secondo servito di credenza: Olive grandi con fette di cedro, rosoni di pasta sfoglia con visciole, crostata di fragole, gamberi al burro con salsa di pesche e menta e sfogliata alle erbe.  

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di Maria Tripepi

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