Gimbe, in Umbria i casi Covid calano del 16,8%. Intensive in linea con la media nazionale

Nell’ultima settimana in Italia frena la discesa dei nuovi casi e crolla il numero dei vaccinati. Dalla Fondazione: “No all’abolizione di mascherine al chiuso ed isolamento”

Trend settimanale dei nuovi casi (Fondazione Gimbe)

Nel periodo che va dal 16 al 22 febbraio in Italia frena la discesa dei nuovi casi Covid che comunque diminuiscono di circa 90mila unità, dai 439.707 della settimana precedente a 349.122. Lo rileva, nel consueto monitoraggio settimanale, la Fondazione Gimbe presieduta da Nino Cartabellotta. L’ultimo report mostra al contempo un calo del 19,6% dei tamponi, così come una riduzione del 16,2% dei ricoveri in area medica, del 19,9% in terapia intensiva e del 15,8% dei decessi. Si conferma, d’altro canto, il crollo dei nuovi vaccinati, solo 59.033 negli ultimi sette giorni, rispetto ai 111.002 del precedente bollettino. Nel dettaglio, ci sono state flessioni del 44% nella fascia over 50 e del 57,1% in quella 5-11 anni. In calo anche il dato sugli attualmente positivi al Coronavirus in Italia, passati da 1.550.410 a 1.291.793. 

Volgendo lo sguardo alla situazione in Umbria, Gimbe fotografa ancora una diminuzione, questa volta del 16,8%, dei positivi per 100mila abitanti, scesi dai 1.552 della scorsa settimana ai 1.225 del più recente report. Incidenza inferiore a quella nazionale che si attesta a 2.166 positivi per 100mila abitanti, con una variazione però di -20,6%. Inoltre, la voce nuovi casi sempre per 100mila abitanti a Perugia e Terni segna rispettivamente 659 e 680. Le province umbre, dunque, sono tra le 72 italiane in cui l’incidenza supera i 500 casi per 100mila abitanti. 

Per quanto riguarda poi la pressione sugli ospedali, l’occupazione dei posti letto in area medica in Umbria si ferma al 24,8% mentre quella relativa alle terapie intensive al 9,3%, uguale di fatto al dato italiano. Sotto la soglia di criticità questo ultimo parametro, anche se in rialzo rispetto alla scorsa settimana, quando la saturazione era all’8,1%. Cosa diversa per i posti letto in area medica dal momento che la media italiana parla di un’occupazione al 20%. 

Sul fronte vaccinale, l’83,9% della popolazione umbra ha completato il ciclo, sopra la media nazionale dell’83%. Discorso analogo per il tasso di copertura vaccinale delle terze dosi, nel Cuore verde d’Italia all’87,1% di contro all’84,9% in Italia. L’Umbria si colloca in questo senso al terzo posto tra le altre regioni, preceduta solo da Valle d’Aosta (90,6%) e Piemonte (89,7%).

“La quarta ondata – commenta Cartabellotta – è in piena fase discendente. Tuttavia i numeri dimostrano che la circolazione del virus è ancora piuttosto elevata”. Seppur consentito “guardare avanti con ragionevole ottimismo”, arriva il monito dalla Fondazione Gimbe. “Indipendentemente dal termine dello stato di emergenza – evidenzia il presidente -, al momento è impossibile abolire misure di sanità pubblica come mascherine al chiuso e isolamento dei positivi”. 

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di Matteo Castellano

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