Meningite, allerta tra i pellegrini umbri della Gmg di Cracovia

Dopo la morte della diciottenne romana sale l'allerta. In queste ore diversi gli accessi negli ospedali, la Usl2: "Ecco cosa fare"

Gualtiero Sigismondi e Nando Mismetti salutano i ragazzi in partenza per la Gmg

Si era diplomata poche settimane fa con 100 al liceo classico, Susanna Rufi, la 18enne romana morta per meningite al ritorno da Cracovia, dove aveva partecipato alle celebrazioni per la XXXI Giornata mondiale della gioventù. La notizia ha fatto subito il giro del web e non solo, destando non poca preoccupazione tra le migliaia di giovani che, come lei, hanno intrapreso il viaggio in Polonia che si è concluso la scorsa domenica con l’incontro con Papa Francesco. E così, in queste ore, sono numerosi gli accessi registrati ai pronto soccorso dei presidi ospedalieri della Usl Umbria 2. A renderlo noto è la stessa azienda sanitaria locale guidata da Imolo Fiaschini che, in una nota diramata alla stampa, si rivolge a quanti hanno preso parte al viaggio in Polonia, fornendo tutte le indicazioni e raccomandazioni del caso, a cominciare dai possibili soggetti a rischio. “La meningite meningococcica – quella che presumibilmente ha colpito la 18enne romana - si trasmette per via aerea da persona a persona”. Ciò significa – spiegano dalla Usl Umbria 2 – che il contagio può avvenire solo in caso di esposizione diretta alle secrezioni della persona malata o nell’ipotesi in cui si sia mangiato o dormito nella stessa abitazione. In questo caso la prassi è di procedere con la chemioprofilassi, ossia il trattamento antibiotico che risulta efficace però – sottolineano dall’azienda sanitaria locale - se eseguito entro 48 ore dall’ultimo contatto con il caso, visto che il periodo di incubazione è di circa tre o quattro giorni. Nell’eventualità in cui non ci fosse stata invece esposizione diretta, la chemioprofilassi non è raccomandata. In questi casi – dicono dall’Usl Umbria 2 - è necessaria solo una sorveglianza per 10 giorni dall’ultimo contatto, nel corso dei quali, in caso di febbre, è opportuno contattare il proprio medico curante. L’invito è poi a rivolgersi all’occorrenza, oltre che al medico di medicina generale, anche ai servizi di igiene pubblica delle Ausl o alle strutture di malattie infettive delle due aziende ospedaliere di Perugia e Terni. Per quanto riguarda il Cuore verde d’Italia – lo ricordiamo – sono stati circa 700 i giovani partiti alla volta di Cracovia per partecipare alla XXXI Giornata mondiale della gioventù. Quasi 160 quelli provenienti dalla Valle Umbra Sud, ed in particolare una cinquantina dalla diocesi di Foligno e poco più di un centinaio da quella di Spoleto-Norcia. 

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di Redazione

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