Missione compiuta: l'1% dei dipendenti di Umbra ha corso una maratona nel 2018

In sette (più il Ceo) hanno accettato e portato a termina la sfida lanciata ad inizio anno da Antonio Baldaccini. Già nel mirino il prossimo obiettivo: “Far correre 42 km ad una donna”

I maratoneti di UmbraGroup

La maratona come metafora del lavoro. Sudare, impegnarsi al massimo, superare gli ostacoli e le difficoltà per poi centrare l'obiettivo. C'è tutto questo e tanto altro nei 42 chilometri che separano l'arrivo e la partenza di una maratona che, per essere portata a termine, ha bisogno di spirito di sacrificio e tanta forza d'animo. Gli stessi requisiti necessari a chi nella propria professione vuole raggiungere sempre il massimo, mettendosi continuamente in discussione. Una sfida con sé stessi che il Ceo di UmbraGroup, Antonio Baldaccini, aveva lanciato ad inizio anno agli oltre settecento lavoratori dell'azienda aerospaziale. Per stimolarli, il numero uno di Umbra aveva messo sul piatto anche 200 euro per ogni dipendente che sarebbe riuscito a terminare una maratona. Alla fine a tagliare il traguardo sono stati in sette, ai quali si aggiunge lo stesso Baldaccini. Nessuno di loro lo ha fatto per soldi, ma solamente per uscire dalla propria “zona di comfort”. Daniele Frillici, Giuseppe e Francesco Biagetti, Yury Bertoli, Moreno D'Andrea, Gianluca Belloni e Samuel Bernardini. Sono questi i dipendenti-maratoneti. Gli ultimi tre hanno seguito l'esempio dei primi quattro, correndo così entro la fine dell'anno le maratone di Ravenna, Firenze e Valencia. Grazie a tutti loro, Antonio Baldaccini ha centrato l'obiettivo prefissato, ovvero far correre 42 chilometri entro il 2018 ad almeno l'1% dei dipendenti di UmbraGroup. Tra loro c'è chi correva già da diversi anni e chi invece si è approcciato recentemente a questo sport, ma nessuno si sarebbe mai sognato di correre una maratona. “Dalla classica corsetta domenicale abbiamo deciso di alzare gli obiettivi – racconta orgogliosamente Gianluca Belloni – e alla fine siamo riusciti a tagliare il traguardo con tanti sacrifici ma anche con molta determinazione. Ora non ci sentiamo appagati, ma cerchiamo nuovi stimoli per altre sfide”. “Dopo aver percorso i due terzi della gara è tutta una questione di testa – sottolinea Samuel Bernardini -. Mi ha aiutato molto il fatto che a correre con me c'erano molte persone”. Ed è proprio il lavoro in team una delle similitudini tra lo sport e la vita professionale. “Personalmente questa esperienza è servita per conoscermi – spiega Francesco Biagetti -, ed ora riesco ad affrontare meglio anche le altre gare del nostro territorio, perché a disposizione abbiamo uno strumento che ci fa capire come superare i nostri limiti”. Tutti insegnamenti che la squadra di podisti di Umbra ora potrà mettere in pratica anche nell'ambito lavorativo, stimolando i propri colleghi. “In molti sono rimasti incuriositi dai nostri allenamenti e dalle gare, rimanendo sempre aggiornati su ciò che stavamo facendo – raccontano in coro i maratoneti -. Ora anche altri lavoratori hanno iniziato a correre, partendo con obiettivi e gare minori”. “Questa iniziativa – afferma Antonio Baldaccini, Ceo di UmbraGroup – mi è servita per capire chi voleva mettersi in gioco in maniera pesante. La questione non inizia e finisce nella gara in sé, ma in tutto ciò che c'è dietro: lasciare la famiglia per allenarsi all'alba o magari correre sotto il diluvio. Queste persone sono uscite dalla loro zona di comfort per raggiungere l'obiettivo”. Per lo stesso Baldaccini, “il manager del futuro non deve pensare a giocare a golf, ma impegnarsi nell'endurance, per allenare soprattutto il cervello a reggere la pressione”. Per il 2019 la sfida si rinnova. Il nuovo obiettivo è quello di far correre una maratona almeno ad una donna. Di questo passo – è proprio il caso di dirlo – non abbiamo dubbi su quella che sarà la riuscita della missione.

Fabio Luccioli

di Fabio Luccioli

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