Montefalco, inaugurata la casa “Patris corde” per padri separati

L’arcidiocesi di Spoleto-Norcia ha avviato una nova opera segno della Caritas. Boccardo: “messaggio di solidarietà ed accoglienza”. Tesei: “Difficoltà dei padri emergono poco”

L'inaugurazione della casa "patris corde" di Montefalco

È stata inaugurata sabato primo maggio, a Montefalco, la casa “Patris corde” per padri separati. A presiedere la cerimonia, che ha visto anche un momento di preghiera nella chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo. Ed è stata proprio l’arcidiocesi spoletino nocerina ad aver avviato nella città del Sagrantino la nuova opera segno della Caritas. “Aprire questa casa – ha detto Boccardo – vuole indicare solidarietà ed accoglienza, garantire una luce dignitosa affinché quanti vi abiteranno – ha aggiunto - possano avere un luogo dove incontrare e condividere del tempo con i propri figli”.

Presenti all’inaugurazione, don Vito Stramaccia, parroco di Montefalco, don Edoardo Rossi, direttore della Caritas diocesana, don Sem Fioretti, vicario generale della diocesi, don Emo Moretti, parroco di Bastardo e Giano dell’Umbria, don Simone Maggi, parroco di Cesi di Terni e Portaria di Acquasparta. Così come don Dieudonné Mutombw Tshibang, parroco di Verchiano, i Frati Minori del convento di S. Fortunato di Montefalco, i seminaristi della diocesi ed alcuni rappresentati della Caritas delle Pievanie della diocesi. A rappresentare, invece, le istituzioni, il presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, il sindaco di Montefalco, Luigi Titta, ed altre autorità civili e militari.

A tutti loro, l’arcivescovo Boccardo affida alcune riflessioni. “Conosciamo le difficoltà che devono affrontare quegli uomini che vivono una situazione generata da un amore finito e si sono allontanati da casa, famiglia e figli – ha sottolineato il presule -, e la casa Patris corde è un segnale di vicinanza che la nostra Chiesa vuole lanciargli”. Al termine del momento di preghiera, la governatrice Tesei ha provveduto al taglio del nastro della casa, tra l’altro posta sotto la protezione di San Giuseppe. “Un’iniziativa molto importante – ha commentato il presidente della giunta regionale – in quanto le difficoltà dei padri separati ci sono e spesso emergono poco”.

A margine della cerimonia, e nel rispetto delle norme anti contagio, i presenti hanno poi avuto la possibilità di visitare la casa che si sviluppa su due livelli: cucina e soggiorno sono a piano terra, mentre tre camere alloggio con bagno e salottino comune al primo. L’immagine simbolo della casa, quella di San Giuseppe con Gesù in braccio, è stata realizzata dal pittore montefalchese Oliviero Trombetti. Lo stesso che, ricordiamo infine, ha donato alcune sue opere, ora posizionate all’interno dell’abitazione.

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di Matteo Castellano

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