Prenotazione vaccini over80, partenza con qualche intoppo. Diecimila richieste, 4mila in coda

Assembramenti nelle farmacie e portale online in tilt, ma la Regione assicura il ripristino delle funzionalità già dal pomeriggio di giovedì. Chieste 50mila dosi in più al Governo

Uno dei frigoriferi contenenti il vaccino antiCovid

Partenza con qualche intoppo in Umbria per le prenotazioni dei vaccini dedicate agli over80. Dalle 8.30 di questa mattina è infatti possibile, per i nati da febbraio a dicembre 1941, nel 1939 e negli anni precedenti, mettersi in lista per ricevere la somministrazione del vaccino anti Covid-19. Il sito della Regione dedicato è andato però in tilt, mentre si sono registrati alcuni assembramenti in diverse farmacie dell'Umbria. Ma alcune persone nate proprio nel 1941 si sono viste cestinare la loro prenotazione. Il motivo è stato comunicato qualche ora più tardi. “Per i nati dal 1941 – spiegano dalla Regione - la prenotazione per la somministrazione del vaccino è aperta da oggi (giovedì 25 febbraio ndr), ma sarà consentita progressivamente al compimento degli 80 anni in quanto in questa fase la campagna vaccinale è riservata a tutti i soggetti che hanno appunto già compiuto 80 anni alla data della prenotazione”. A denunciare i disservizi è stato anche lo Spi Cgil Umbria, che ha spiegato come la falsa partenza rischia di lasciare la regione “sempre più indietro rispetto al resto del Paese”. Intanto entro la mattinata di giovedì le prenotazioni per il vaccino sono state 10mila, sostanzialmente il doppio di quelle effettuate con la prima apertura di dieci giorni fa. In coda rimangono altre 4mila prenotazioni. La Regione ha quindi provveduto ad uno stop tecnico per riallineare le agende tra la somministrazione della prima e della seconda dose. “Quasi il 90% delle persone – spiega Giancarlo Bizzari, amministratore unico di Umbria Salute – ha effettuato la prenotazione online. Il sistema informatico non è caduto, ma i lunghi tempi di attesa sono stati causati dall'elevato numero di accessi”. Per gli over80 umbri, sono 65mila i vaccini che dovranno essere somministrati, considerando anche quelli che andranno fatti a domicilio. Intanto, rispetto ai vaccini per i docenti ed il personale scolastico, una recente circolare del ministero della Salute ha portato a 65 anni l'età di coloro che potranno sottoporsi al vaccino AstraZeneca. La Regione ha quindi chiesto gli elenchi e i nominativi di tutti coloro che erano rimasti fuori dal primo elenco, che prevedeva solamente le persone con al massimo 54 anni e senza patologie. “Appena avremo gli elenchi – assicura Massimo D'Angelo, commissario umbro all'emergenza Covid -, li inseriremo nella calendarizzazione”.

LE SCORTE – Il commissario umbro ha fatto il punto della situazione anche rispetto le dosi di vaccino attualmente disponibili e quelle future. Dei 51 vassoi Pfizer-BioNtech, ne sono stati utilizzati 37. Quattro verranno utilizzati la prossima settimana per altre prime dosi e 13 per le seconde. A fronte di 51 vassoi Pfizer disponibili, ne sono stati pianificati 54. Del vaccino Moderna sono arrivate 4.300 dosi, di cui 2mila utilizzate. Il 27 febbraio ne arriveranno altre 4.300. Parte di queste andranno ai medici di medicina generale per la vaccinazione dei pazienti fragili, che inizierà il primo marzo. Quindicimila le dosi di AstraZeneca, che entro fine marzo diventeranno 46mila. Ventitremila sono previste per il personale scolastico, 6mila per le forze dell'ordine e 6.500 per gli istituti penitenziari ed altri servizi essenziali individuati da Stato e Prefettura. L'obiettivo del commissario D'Angelo è quello di utilizzare il 90% di tutte le dosi disponibili, per tenere esclusivamente il 10% in magazzino. Una strategia per vaccinare in tempi brevi più persone possibili. Si lavora anche per implementare i punti vaccinali e sui doppi turni.

MONOCLONALI E CURE A DOMICILIO – Nel corso del punto settimanale della Regione, l'assessore alla Sanità, Luca Coletto, ha rimarcato l'importanza di avere dei protocolli chiari da parte di Governo ed Aifa per poter curare le persone a casa. “Il Ministro ha firmato l'autorizzazione all'acquisto dei monoclonali, ma stiamo attendendo le prescrizioni burocratiche. Sappiamo – ha proseguito Coletto – che gli stessi sono efficaci se prescritti nelle prime 72 ore dall'esordio della patologia”.

Fabio Luccioli

di Fabio Luccioli

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