San Feliciano, il sogno del vescovo per la cattedrale: “Speriamo di vedere presto una gru”

Nel corso delle celebrazioni per il patrono, monsignor Gualtiero Sigismondi ha confidato le sue speranze per l'avvio celere del cantiere. Monsignor Salvi: “Feliciano fa rifiorire la vita”

Mons. Gualtiero Sigismondi insieme al vescovo ausiliare di Perugia Mons. Marco Salvi (foto Vissani)

In una pro cattedrale letteralmente gremita, Foligno ha reso omaggio al suo patrono. Una splendida mattinata di sole ha accolto le centinaia di persone giunte sino alla Madonna del Pianto per festeggiare San Feliciano nella celebrazione presieduta dal vescovo ausiliare di Perugia, monsignor Marco Salvi. Presenti i rappresentanti delle istituzioni civili e militari. Dal sindaco di Foligno Stefano Zuccarini a quello di Valtopina Lodovico Baldini, passando per l'assessore di Spello Enzo Napoleoni, alla celebrazione ha partecipato per la prima volta anche il nuovo comandante della "Gonzaga", il generale Daniele Tarantino. Come da tradizione, presente anche una delegazione della Quintana. 

In apertura di celebrazione, a prendere la parola è stato il padrone di casa, il vescovo di Foligno monsignor Gualtiero Sigismondi. "Ti ho invitato per diverse ragioni - ha detto Sigismondi rivolgendosi a monsignor Salvi -. Prima di tutto perché Foligno, nella figura di sua eccellenza Giovanni Benedetti, ha dato a Perugia un vescovo ausiliare a metà degli anni Settanta. In secondo luogo – ha detto il vescovo folignate –, a quasi un anno dalla tua elezione all'episcopato, era necessario che tu dal capoluogo umbro venissi a Foligno nella festa del patrono, per renderti conto che questa città è 'lu centro de lu munnu'”. 

Nel suo discorso, il presule ha confidato ai fedeli la sua speranza di veder presto riaperta la cattedrale di San Feliciano, inagibile dopo il sisma del 2016. “In terzo luogo – ha quindi affermato Sigismondi rivolgendosi ancora a monsignor Salvi e toccando così il tema del duomo – ti ho invitato perché, essendo tu architetto, ho pensato che la tua presenza ci aiuterà a chiedere a San Feliciano di darci una mano ad avviare il cantiere della cattedrale. Il progetto è pronto, le istituzioni lo stanno esaminando, i fondi dell'otto per mille integreranno quelli statali per il terremoto, ma non potranno sostituire l'intervento della Diocesi e il soccorso della generosità di tutti. Io per quest'anno ho un sogno, quasi una visione – ha concluso monsignor Sigismondi -: vedere una gru fare compagnia alla cupola e al campanile della nostra cattedrale. E' uno dei desideri più grandi che custodisco nel mio cuore insieme a tutti voi, pensando alla nostra Diocesi ma anche alla nostra città, che ha il suo baricentro nella cattedrale di San Feliciano”. 

Successivamente a prendere la parola è stato il gradito ospite della giornata, il vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve. Prima della sua omelia, monsignor Marco Salvi ha voluto rispondere a monsignor Sigismondi con una battuta. “Sono originario di Sansepolcro, che mio padre mi diceva essere il centro dell'Italia. Oggi però vedo che non c'è competizione – ha affermato sorridendo Salvi -, perché qui è il centro del mondo”. Poi, monsignor Salvi si è soffermato sulla figura di San Feliciano. “In una società che non ha più punti di riferimento e non sa più a cosa guardare – ha detto il vescovo ausiliare –, mi sembra importante ricollocare il nostro sguardo verso i patroni e i santi, che sono punti di riferimento per la nostra vita. San Feliciano unisce la Foligno civile e religiosa, facendo risalire a questo proto vescovo l'incarnazione di quei valori fondanti che reggono da secoli la convivenza sociale. San Feliciano – ha proseguito – rappresenta colui che ha portato il lieto annunzio, ovvero la possibilità di far rifiorire la vita dentro la normalità delle situazioni e delle circostanze”.

Nel suo intervento, monsignor Marco Salvi ha parlato anche dell'Assemblea delle chiese umbre, che si è tenuta pochi mesi fa proprio a Foligno. “Abbiamo appreso in quell'occasione come, nella nostra terra, aumentino la secolarizzazione e gli stili di vita sempre meno inclini a mettere la Parola di Dio al centro. La Chiesa umbra ha preso di nuovo coscienza di tornare ad evangelizzare sistematicamente il territorio per un nuovo approccio con la fede: più motivato, più adulto, più aperto alla carità. Non basta un programma per riconquistare la gente alla Chiesa, si tratta di lavorare concordi nella direzione di una nuova e plenaria evangelizzazione riaffermando la vita e le nostre comunità come luoghi di incontro per l'umano. La pastorale in uscita che Papa Francesco ha indicato più volte è proprio questa: rifare della Chiesa un'esperienza viva di vita, non di norme e di leggi – ha concluso monsignor Marco Salvi -. Non pensavo di trovare una così folta e attenta devozione a questo patrono, grazie per la vostra testimonianza di fede”.

Terminata la solenne celebrazione mattutina, nel pomeriggio (15.30) in programma la processione per le vie della città (via Garibaldi, largo Carducci, via Gramsci, piazza San Domenico, via Mazzini, via Cairoli, piazza San Francesco, corso Cavour, via Garibaldi) e, a seguire, i secondi vespri solenni sempre all'interno della pro cattedrale della Madonna del Pianto.

Fabio Luccioli

di Fabio Luccioli

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