Sanità, c’è l’ok della Regione per i primari di medicina generale e pediatria a Foligno

Il bando di concorso per il responsabile del reparto dedicato ai piccoli pazienti interesserà anche Spoleto. Barberini: “Copriamo il turn over e miglioriamo l’organizzazione delle strutture”

Veduta dall'alto del San Giovanni Battista di Foligno (foto di Alessio Vissani)

Sono ben sei i nuovi primari in arrivo in Umbria. La giunta Marini ha infatti dato il proprio placet alla proposta dell’assessore alla sanità e welfare, Luca Barberini, autorizzando l’avvio delle procedure per l’indizione dei relativi concorsi, che interesseranno entrambe le aziende sanitarie regionali. Buone nuove arrivano, quindi, anche per il San Giovanni Battista di Foligno, che potrà così andare ad aggiungere due nuovi tasselli al suo organigramma. A cominciare dal primario di medicina generale, per il quale - come spiegato nelle scorse settimane dal direttore sanitario, Pietro Manzi, ai microfoni di Radio Gente Umbra (leggi qui) - si prevedeva di chiudere la partita entro il 2018. Previsione rispettata? L’annuncio dell’assessore Barberini lascia ben sperare, così come dovrebbe accadere per un’altra figura chiave, quella cioè del primario di pediatria per gli ospedali di Foligno e Spoleto. Nel complesso, come detto, i professionisti ricercati sono sei. A chiudere il cerchio per ciò che riguarda l’Usl Umbria 2 sarà il primario di oculistica dell’ospedale di Orvieto, mentre per quanto riguarda l’altra azienda ospedaliera nuove figure arriveranno a copertura della struttura complessa urologia aziendale ed ortopedia e traumatologia dell’ospedale di Città di Castello e di quella di medicina a Gubbio-Gualdo Tadino. “Proseguiamo lungo la strada della riorganizzazione e del rafforzamento dei servizi sanitari regionali, sia in ambito ospedaliero sia territoriale - è stato il commento dell’assessore regionale Luca Barberini -. Si tratta di interventi utili non solo a coprire il turn over - ha aggiunto - ma anche a migliorare l'organizzazione di alcune strutture ospedaliere nella rete dell'emergenza-urgenza per dare risposte più adeguate ai bisogni di salute dei cittadini. Le strutture complesse autorizzate – ha quindi spiegato l’assessore alla sanità – sono in linea con quanto previsto dal decreto ministeriale ‘70/2015', con cui sono stati definiti gli standard qualitativi e strutturali dell'assistenza ospedaliera per garantire appropriatezza e qualità delle prestazioni, nonché - ha concluso - con la programmazione regionale su rete ospedaliera e servizi territoriali".

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di Redazione

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