Sanità, l’ospedale di Foligno si dota di un angiografo di ultima generazione

Al San Giovanni Battista un investimento da 700mila euro per garantire ai pazienti diagnosi sempre più accurate. Scarpignato: "Ogni anno più di mille esami nella nostra struttura"

Maurizio Scarpignato

Il San Giovanni Battista di Foligno pronto a dotarsi di un angiografo di ultima generazione. Il nuovo apparecchio, che andrà a sostituire quello attualmente presente, sarà utilizzato alla Struttura di emodinamica dell’ospedale cittadino a partire dal nuovo anno. L’iter della procedura di gara è in fase avanzata, fanno infatti sapere dall’Usl Umbria 2, e il prossimo martedì, 11 dicembre, la commissione nominata esaminerà le offerte d’acquisto. In cantiere un intervento da 700mila euro, finanziato in parte con fondi del Ministero ed in parte con quelli della Regione.

Con il nuovo angiografo, l’ospedale folignate sarà in grado di eseguire coronarografie e angioplastiche con maggiore efficienza e garantire ai pazienti colpiti da infarto diagnosi sempre più accurate e trattamenti sempre più efficaci.

Un apparecchio di fondamentale importanza per il San Giovanni Battista che, come spiegato dal responsabile della Struttura di cardiologia interventistica, il dottor Maurizio Scarpignato, “è, insieme alle due aziende ospedaliere di Perugia e Terni, centro hub per la rete dell’infarto”. “Un centro, cioè - prosegue - a cui devono afferire 24 ore su 24 tutti i pazienti affetti da infarto cardiaco, che devono essere trattati nel più breve tempo possibile attraverso le cosiddette angioplastiche primarie”.

Guardando ai dati fatti registrare dalla struttura folignate di emodinamica, "più di mille gli esami che vengono eseguiti annualmente - sottolinea il dottor Scarpignato - di cui circa 450 angioplastiche totali e 150 primarie".

“Il nuovo angiografo - ha commentato il direttore generale dell’Usl Umbria 2, Imolo Fiaschini - assicura, attraverso una significativa riduzione di radiazioni, una più alta risoluzione di immagine, una maggiore velocità di movimento e studi più accurati attraverso software innovativi”. Secondo quanto dichiarato dal diggì, dunque, il nuovo apparecchio permetterà di “stare al passo con le future evoluzioni scientifiche e consentirà uno sviluppo del servizio di elettrostimolazione che si occupa degli impianti dei pace maker”.

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di Redazione

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