Sant’Eraclio si mobilita per la sua Deborah: ecco le iniziative in agenda

Eventi a sostegno della 42enne su tutto il territorio della Valle Umbra: da Spoleto a Gualdo Cattaneo, passando per Montefalco. Intanto raccolti più di 57mila euro

Deborah Bonucci insieme alla sua famiglia

Sant'Eraclio ha messo in campo tutta la sua straordinaria generosità per aiutare Deborah Bonucci a vincere la battaglia più importante della sua vita, quella contro la malattia. La 42enne folignate, madre di due bambine, infatti da più di un anno e mezzo combatte contro un cancro al seno con metastasi che hanno raggiunto i polmoni. Una battaglia che si credeva senza speranza, quando le è stata paventata la possibilità di ricorrere a cure innovative in Israele.

Problema fondamentale l'ingente costo per sostenere la terapia. E così, dopo l’avvio di una raccolta fondi sulla piattaforma Gofundme, in moltissimi si sono mobilitati per aiutarla. Si è così arrivati, nel giro di pochissimo tempo, alla cifra di 57mila euro. Somma che cresce quotidianamente, grazie al contributo di chi la conosce ma anche di sconosciuti. Così come numerose sono le iniziative promosse per raccogliere fondi da destinare alla causa, a cominciare da quelle proposte dalla sua Sant’Eraclio. Dopo lo spettacolo di giovedì pomeriggio con il ventriloquo Nicola Pesaresi, domani, sabato 14 dicembre, si proseguirà con la tombola a scuola ospitata nella palestra dell’Istituto “Galilei” e con una cena di beneficenza al Centro giovani.

Ma non solo gli abitanti della frazione folignate hanno preso a cuore la vicenda di Deborah. Il Pesca Club Foligno e l’associazione Passione Pappagalli hanno infatti organizzato per domenica 22 dicembre a Gualdo Cattaneo un pranzo di beneficenza. Mentre, nello stesso giorno, a Montefalco le luci del Nuovo Mondo si accenderanno per una serata in suo onore. Un’altra serata è in programma, invece, all’agriturismo “Borgo delle Mole” a Spoleto il 27 dicembre prossimo.

Tutta l’Umbria, dunque, sta sostenendo Deborah. La 42enne, nel frattempo, è volata a Tel Aviv per sottoporsi ad una prima cura, con l'assunzione di un farmaco biologico che dovrebbe rallentare l'espansione della massa che porta dentro di se. A fine mese, poi, dovrebbe passare ad una terapia molecolare, fondamentale per continuare a combattere il cancro.  

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di Sofia Lombardo

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