Spoleto, in tre anni segnalati quasi trecento gli episodi di bullismo

I dati sono quelli di due istituti scolastici cittadini. Vittime, giovanissimi derisi anche per la loro timidezza e per il loro aspetto fisico

Bullismo

Sono tutte situazioni di disagio che arrivano da lontano. E risalgono, nella maggior parte dei casi, ai tempi delle scuole medie. E in tutto questo, c’è un dato ancor più allarmante, ed è che in tre anni di attività all’interno di due scuole superiori di Spoleto, i ragazzi e le ragazze che si sono avvicinati allo Sportello di ascolto dell’associazione “Il Girasole” per raccontare gli episodi di bullismo subiti a scuola, sono stati, nel totale, 279. E non è certamente un numero irrilevante, tanto più che coinvolge una città di provincia qual è Spoleto. Ma quali sono le maggiori problematiche confidate a chi ha l’onere di raccogliere le richieste di aiuto di questi ragazzi? Gran parte di coloro che accedono al servizio “hanno difficoltà relazionali per aver subito atti di bullismo alle scuole medie – puntualizza in primis Elisa Montelatici, psicologa che accoglie i ragazzi dell’Itcg “Spagna” e dell’Itis/Ipsia – sono ragazzi e ragazzi, oggi, molto timidi e che il più delle volte decidono spontaneamente di venire da noi per cercare di superare la paura del giudizio degli altri”. E gli studenti in questione, secondo quanto spiega la psicologa, nel corso delle scuole medie, hanno subito sbeffeggiamenti durante le interrogazioni o anche prese in giro perché, magari, avevano qualche chilo in più. Ma non è tutto. Ci sono infatti anche casi in cui, tutti i problemi, nascono nell’ambito familiare. “C’è tutto uno spaccato di giovani nati in Italia ma con genitori stranieri che vivono con difficoltà la rigidità di determinate culture”, aggiunge Elisa Montelatici. Psicologa che poi fa un consuntivo sull’attività di questi tre anni.  “Si è lavorato su due istituti superiori che complessivamente contano una media di circa 600 studenti per ogni anno scolastico – spiega - 279 è il numero totale degli accessi, tra chi è arrivato allo sportello e ha fatto un colloquio soltanto e chi ha fatto un mini percorso. Nel totale sono inclusi anche gli adulti, genitori e personale. Mettendo da parte per un attimo questo dato, vediamo che gli studenti che si sono rivolti al servizio sono stati 263”. “Se proviamo a ‘ripulire’ questo dato – prosegue Montelatici - togliendo chi ha fatto un mini percorso, otteniamo un numero che si avvicina a 200, un 10 per cento abbondante del totale. Percentuale che dimostra come tale spazio abbia un motivo di esistere nella scuola. Il dato numerico è abbastanza allarmante – conclude la psicologa de ‘Il Girasole’ - ci parla probabilmente di un bisogno che i ragazzi hanno manifestato e che si è riusciti ad intercettare”.

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di Rosella Solfaroli

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