Spoleto, un 2016 da record per le nascite al "San Matteo degli Infermi"

L'anno che si è appena concluso ha visto un incremento del 26% dei parti rispetto al 2015, ben oltre il precedente record. La parto-analgesia a pieno regime da febbraio

Il "San Matteo degli infermi" di Spoleto

E’ stato un 2016 da record per il reparto di Ostetricia e Ginecologia del “San Matteo degli Infermi” di Spoleto. E su diversi fronti, “personali” e non. Il punto nascita diretto da Fabrizio Damiani, infatti, chiude l’anno non solo superando ampiamente le 500 nascite utili alla “sopravvivenza” del reparto, ma va ben oltre anche al proprio record raggiunto nel corso degli anni che si era attestato su un massimo di 516 nati. Con Noemi, una bimba di 2 chili e 850 grammi nata alle 21,33 del 31 dicembre, infatti, il punto nascita di Spoleto ha certificato la sua 542esima venuta al mondo, esattamente il 26 per cento in più rispetto al 2015 (111 in più), per quella che è la percentuale di nati più alta del centro Italia, altro dato non irrilevante. Ma c’è dell’altro che ha reso il 2016 un anno speciale per lo staff del dottor Damiani. Tra le più basse percentuali resta quella dei tagli cesarei, solo il 22 per cento per l’Ostetricia e Ginecologia di Spoleto, e sono sempre di più le donne che scelgono di mettere al mondo il proprio bimbo avvalendosi del parto in acqua, a oggi la percentuale è di circa il 20 per cento. Altra nota di non poco conto per un punto nascite come quello di Spoleto, e che si sono verificati anche 4 parti gemellari con parto naturale. Numeri importanti, insomma, che il reparto è riuscito a raggiungere anche “grazie alla direzione che è riuscita a garantirci la guardia pediatrica h24”, ha spiegato Salvatore Santaguida, ginecologo dello staff del dottor Damiani e medico di turno nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio. Senza contare poi che i numeri potranno subire una importante impennata nel momento in cui la parto-analgesia entrerà finalmente a pieno ritmo. Che, pare, partirà a febbraio e che, stando alle richieste, pare possa incidere di almeno un 10-15 per cento sui numeri dei parti che l’ospedale di Spoleto può registrare alla fine dell’anno. Unica “nota stonata”, si fa per dire ovviamente, in un consuntivo annuale del tutto positivo per il reparto di Ostetricia e Ginecologia di Spoleto, e di tutti coloro che ne fanno parte integrante a ogni livello, è che per il secondo anno consecutivo, dopo tre di fila, la struttura non può vantare il primo nato dell’anno in Umbria. Giulia, infatti, una bella bimba di 3 chili e 140 grammi, è venuta alle luce solo alle 10,15 del 1 gennaio. 

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di Rosella Solfaroli

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Non per razzismo ma per affezzione alla vita quanti sono i nati di origine nazionale o meglio italiana?
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