“Trenta ore per la vita”, con un semplice gesto si aiutano le mamme con sclerosi multipla

Fino al 15 novembre torna la raccolta fondi con il numero solidale 45580 per continuare ad aiutare concretamente tante donne ed estendere la rete di assistenza a 80 città italiane

La campagna pubblicitaria di "Trenta ore per la vita"

Donare un aiuto concreto è possibile anche da casa. Dal 1° al 15 novembre torna “Trenta ore per la vita” nella programmazione di Rai, La7 e Sky, con l’obiettivo di raccogliere fondi tramite il numero solidale 45580 ed estendere, così, la rete di assistenza a donne e madri malate di sclerosi multipla fino a ottanta città italiane. “I bambini sono i primi a risentire della malattia della mamma”, dichiara la testimone dell’iniziativa e socio fondatore, Lorella Cuccarini, “sviluppando – prosegue – stati di disagio talvolta gravi che, a loro volta, richiederebbero un sostegno che la mamma, da sola, non può dare. Grazie al progetto di Trenta ore per la vita, tutti insieme potremo migliorare la loro vita e quella dei loro figli in 80 città italiane”. Normalmente, l’aiuto principale sul quale possono contare le donne con sclerosi multipla è quello dei familiari, rappresentando nel 71,6% dei casi l’unico supporto a loro disposizione. Tuttavia, molte volte non è sufficiente e, negli ultimi mesi, a causa dell’emergenza sanitaria, la situazione di queste madri e dei loro figli è andata ad aggravarsi. La task force benefica di “Trenta ore per la vita” e AISM è dunque pronta a intervenire grazie al progetto “Sclerosi multipla: giovani mamme e bambini”, agevolando ogni donna con sclerosi multipla in tutte le azioni quotidiane, garantendo sostegno psicologico e un ausilio personalizzato per ciascuna, laddove la rete dei servizi sociali e sanitari sia carente. L’assistenza è operativa in cinquanta città italiane con una équipe, composta da psicologi, consulenti legali, volontari e operatori professionali. Si stima che, tra il 2019 e il 2020, siano state gestite dalla sola linea di supporto online 648 richieste da parte di donne sotto ai quarant’anni. E numerosi continuano ad essere i casi presi in carico dalle sezioni di AISM su tutto il territorio nazionale: durante il lock-down la rete d’aiuto ha garantito costantemente consulenza psicologica e, nei casi più gravi, la consegna a domicilio dei farmaci necessari. Con l’estensione del programma di protezione a ottanta città, verranno garantiti ai soggetti richiedenti: supporto psicologico per donne e bambini, sostegno nelle attività quotidiane domiciliari, consulenza e orientamento professionale, informazione, formazione sulla gestione della malattia e confronto e condivisione alla pari. 12mila donne e 10mila persone indirette, quali i familiari, potrebbero beneficiare del programma di protezione: dal 1° al 15 novembre è possibile donare 2 euro tramite sms oppure 5/10 con chiamata da rete fissa. Per ulteriori informazioni, si rimanda al sito www.trentaore.org.

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di Linda Scattolini

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