Vaccini, l'Umbria spedisce al mittente le accuse di regione lenta: "Sono mancate le dosi"

Da lunedì si parte con la vaccinazione del personale non sanitario che opera all'interno delle strutture ospedaliere. Si punta a più somministrazioni, le scorte sono del 5,5%

Il "vaccine day" all'ospedale di Spoleto

“Sul fronte vaccinale siamo ripartiti con forza e i risultati si stanno vedendo”. Lo ha detto l’assessore regionale alla Salute facendo il punto sulla somministrazione dei vaccini anti-Covid partita il 27 dicembre scorso. Somministrazione che, secondo quanto dichiarato da Luca Coletto, fino ad ora ha fatto i conti con due elementi “avversi”: la scarsità di dosi e la mancanza di una programmazione puntuale delle forniture da parte del Governo. Il titolare della Sanità spedisce dunque al mittente le accuse di "regione lenta" arrivate negli ultimi giorni. “Programmazione precisa - ha commentato l’assessore Coletto - che io stesso ho richiesto alla Commissione salute e che, ora che ci è stata consegnata, ci permetterà di definire il calendario delle vaccinazioni. Se le consegne sono ‘stabili’, altrettanto ‘stabili’ - ha sottolineato - saranno le somministrazioni”.

Sul fronte della scarsità di dosi, invece, il direttore regionale alla salute, Claudio Dario, ha spiegato come sia stato chiesto l’invio complessivo di altre 66mila dosi in aggiunta a quelle previste. Sedicimila per “avvicinarsi alla media di distribuzione nazionale” ha spiegato, e altre 50mila per far fronte a due diverse situazioni: da un lato, l’elevato numero di persone anziane residenti in Umbria (terza regione italiana per indice di vecchiaia), dall’altro invece l’alto numero di contagi legato alla presenza delle varianti inglese e brasiliana. “Il problema - ha affermato Dario - non è la capacità della macchina di far fronte alle vaccinazioni, ma la mancanza di dosi”. L’Umbria, secondo quanto reso noto, ha infatti una capacità di somministrazione di 35.700 dosi alla settimana che si tradurrebbe in 140mila dosi mensili.

Ad oggi, le dosi consegnate - così come riportato dal commissario straordinario all’emergenza Covid dell’Umbria, Massimo D’Angelo - sono 101.770, di cui 54.650 già utilizzate. Le prime dosi in programma fino al 6 marzo sono 19.509, le secondi dosi invece 22.020. Numeri che restituiscono una scorta di 5.591 dosi, pari al 5,5%.

Entrando nel dettaglio dei differenti vaccini, in Umbria sono state consegnate 71.370 dosi di vaccino Pfizer, 52.650 sono state utilizzate e 18.720 seconde dosi già programmate, le prossime consegne sono previste per l’8, il 15 e 22 marzo con 11.700 dosi per ogni giorno di consegna, mentre il 29 marzo è previsto l’arrivo di 12.870 dosi. Del vaccino Moderna, invece, sono state consegnate 8.600 dosi, utilizzate 2000, le prime dosi programmate sono 3.300, così come sono 3.300 le seconde sempre programmate. L’8 marzo è prevista la consegna di 5.800 dosi, il 29 marzo di altre 8.700. Il 50% degli arrivi viene programmato per la prima dose con utilizzo da parte dei medici di medicina generale per gli over 80 fragili, il restante 50% per la seconda somministrazione. Infine, Astrazeneca: 21.800 dosi ricevute, in arrivo per il 10 di marzo altre 11.100 per un totale di 32.900. Dal 27 febbraio al 6 marzo sono in utilizzo 16.209 dosi, altre 16.000 sono programmate dall’8 al 13 di marzo. Quindi sono in programmazione oltre il 90 percento degli arrivi visto che il saldo è di 691 dosi, pari al 2 per cento. Le prossime consegne per questo vaccino sono fissate al 13 di marzo con 2.700 dosi, 20 marzo (9.100), 27 marzo (8.300), 3 aprile (12.900).

Per quanto riguarda le categorie interessate dalla vaccinazione va avanti la somministrazione di Pfizer-BioNTech agli ultra 80enni e al personale sanitario, mentre Moderna è destinato agli over 80 non autosufficienti, che verranno vaccinati a domicilio dai medici di medicina generale. AstraZeneca, invece, verrà utilizzato per il personale scolastico e universitario docente e non, forze armate e il personale degli istituti penitenziari, la cui vaccinazione prenderà il via l’8 marzo prossimo.  Sempre dal prossimo lunedì si procederà con la vaccinazione del personale non sanitario, che opera all’interno delle strutture ospedaliere. Parallelamente è stato costituito un team specifico per individuare ulteriori categorie vulnerabili. I punti vaccinali sul territorio sono 17 (ma è previsto un aumento) e impegnano 32 team vaccinali, i punti ospedalieri sono 8 con 14 team vaccinali, i medici di medicina generale coinvolti nella somministrazione del vaccino sono 770.

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di Maria Tripepi

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