Anche negli ospedali di Foligno e Spoleto il "codice rosa"

In arrivo al pronto soccorso una procedura d'intervento specialte per rilevare casi di violenza sessuale, maltratamenti o stalking

L'ospedale "San Giovanni Battista" di Foligno

Accanto al codice rosso, giallo, verde e bianco, presto nei vari pronto soccorso dell'Umbria si potrà trovare anche il "codice rosa", ideato con l'obiettivo di contrastare la violenza sulle donne. A garantire questo nuovo servizio, il protocollo d'intesa sottoscritto venerdì 8 aprile a palazzo Donini dalla presidente di Regione Catiuscia Marini insieme ai rappresentanti dei Comuni di Perugia, Terni ed Orvieto, all'Anci Umbria, alle questure di Perugia e Terni, alle aziende sanitarie umbre, a quelle ospedaliere delle due Province e alle associazioni "Liberamente Donna" e "L'albero di Antonia". Il servizio permetterà di introdurre una procedura d'intervento speciale per contrastare la violenza sulle donne, e verrà attivato per ora nelle aziende ospedaliere di Perugia, Terni, e nei nosocomi di Città di Castello, Spoleto, Foligno ed Orvieto. Spazi adeguati ed un'adeguata assistenza accoglieranno le vittime di violenze, maltrattamenti o stalking una volta giunte al pronto soccorso. Qui, le stesse potranno ricevere tutto il supporto medico e psicologico necessaria. E' prevista, infatti, la messa a disposizione di vere e proprie "stanze rosa", dove le vittime di violenza riceveranno tutto l'aiuto possibile e potranno anche incontrare le forze dell'ordine per effettuare l'eventuale denuncia.  L'intervento garantirà in ogni caso comunque sia la privacy delle dirette interessate che la loro incolumità psicologica e fisica. "I pronto soccorso - ha dichiarato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini - costituiscono un anello importantissimo come luogo di accoglienza e di assistenza alle donne vittime di violenza, anche quando questa non viene esplicitamente segnalata o denunciata". Il servizio, di nuova attivazione, servirà inoltre ad incrementare la raccolta dei dati sulla violenza di genere e familiare da parte dell'Osservatorio regionale, e potrà aiutare a monitorare e prevenire tutte le situazioni a rischio.

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di Michela Verdini

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