Concorsopoli, Barberini torna libero: “Giorni difficili, ho chiarito la mia posizione”

L'ex assessore alla Sanità venerdì mattina ha parlato di fronte ai giudici, che successivamente gli hanno revocato i domiciliari. Giornalisti fuori dal tribunale, è polemica

Luca Barberini

Revocati gli arresti domiciliari nei confronti di Luca Barberini. L'ex assessore alla Sanità della Regione Umbria venerdì mattina è stato ascoltato dai giudici del Tribunale di Perugia ed ha risposto alle domande rispetto all'inchiesta ribattezzata Concorsopoli. Si sono invece avvalsi della facoltà di non rispondere l'ex segretario del Pd Gianpiero Bocci e il direttore amministrativo dell'ospedale perugino, Maurizio Valorosi. Nella mattinata di oggi, all'uscita dall'aula, a commentare l'interrogatorio con il gip era stato l'avvocato dei tre David Brunelli che, soffermandosi proprio sulla posizione di Barberini, aveva evidenziato la volontà del suo assistito nel voler rispondere a tutte le domande alle quali era stato sottoposto. Successivamente il giudice ha quindi deciso di revocare gli arresti domiciliari, con Luca Barberini che ha affidato ad una nota stampa il suo stato d'animo. “Oggi ho avuto modo di chiarire la mia posizione, ho sempre avuto grande fiducia nella magistratura e sono certo che verrà presto accertata la mia totale estraneità ai fatti contestati – afferma l'ex assessore alla Sanità -. Nella mia vita, come persona e come professionista, ho sempre praticato valori come il rispetto, l’onestà, l’equità, la giustizia. In politica ho fatto altrettanto, svolgendo il mio ruolo di consigliere e assessore regionale sempre con grande passione e spirito di servizio, mettendo al centro di tutto il bene della nostra comunità regionale. In questi  ultimi anni, ho lavorato tanto per contribuire ad assicurare servizi sanitari e sociali di qualità, con risultati positivi che ci vengono riconosciuti al livello nazionale. E anche oggi mi preme ribadire ai cittadini umbri che la sanità umbra funziona bene e continuerà a funzionare bene, vanta strutture e professionisti di grande qualità ed è riconosciuta come riferimento in Italia per la qualità e l’efficienza dei servizi. Per me sono stati giorni difficili – conclude Barberini - ma sono sempre stato sereno e fiducioso. Ringrazio le tante persone che mi sono state vicine e che mi hanno dato la forza per affrontare questo momento particolare”. INTERROGATORI, ODG E ASU CONTRO LE LIMITAZIONI – Nella mattinata di venerdì si è consumata anche una polemica tra i giornalisti presenti al di fuori del tribunale di Perugia. I cronisti infatti sono dovuti rimanere fuori e sulla questione hanno preso posizione sia l'Ordine dei giornalisti che l'Associazione stampa umbra. Pubblichiamo la nota integrale a firma di Roberto Conticelli e Marco Baruffi, presidenti rispettivamente dell'Odg dell'Umbria e dell'Asu. “Sembra rappresentare una sorta di schiaffo alla Costituzione il limite indirettamente imposto ai giornalisti, nelle giornate del 18 e 19 aprile,  all’ingresso della sede della Giustizia perugina al cui interno vengono interrogati gli indagati nell’ambito della recente inchiesta sulla sanità. La Carta fondamentale della nostra Repubblica, infatti, garantisce a tutti i cittadini il diritto di essere informati e altresì tutela la libertà personale del singolo, anche quella del giornalista regolarmente inquadrato negli Albi della professione e che svolge correttamente il proprio mestiere, a muoversi all'interno di spazi pubblici. Spiace evidenziare, inoltre, come tale sbarramento non sia venuto in essere in occasione di altri interrogatori nell’ambito della medesima inchiesta, quasi a voler rappresentare l’esistenza di indagati di Serie A e indagati di Serie B, peraltri trattati diversamente anche per quanto attiene all'ingresso, e quindi all'esposizione mediatica, all'interno delle sedi della giustizia. Continueremo, da giornalisti, a occuparci dell’inchiesta in questione come di ogni altra vicenda del nostro territorio, sperando in una concreta collaborazione da parte di tutte le altre forze istituzionali, nel segno del rispetto reciproco.Qualora il limite attualmente imposto non dovesse essere rimosso al più presto, tornando così a favorire il regolare svolgimento dell'attività giornalistica in Umbria, provvederemo ad avviare, insieme agli Organismi nazionali dell’Ordine e del sindacato, un'iniziativa di sensibilizzazione per l’accreditamento concreto ed effettivo della nostra professione”.

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di Redazione

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