Covid, Draghi firma il suo primo Dpcm: ecco tutte le disposizioni

Il provvedimento resterà in vigore fino al 6 aprile prossimo. Tra le restrizioni, confermato lo stop agli spostamenti tra regioni fino al 27 marzo 

Mario Draghi

Pubblicato il primo Dpcm a firma di Mario Draghi. Nelle scorse ore, infatti, il neo-premier ha dato l’ok alla sfilza di disposizioni che entreranno in vigore sabato 6 marzo e che si protrarranno per un mese. La scadenza del provvedimento è fissata al 6 aprile prossimo, trascorso cioè anche il periodo delle festività pasquali.

Ma cosa prevede il Dpcm? Innanzitutto conferma quanto già disposto dal Decreto legge del 23 febbraio scorso, e quindi lo stop agli spostamenti tra regioni fino al 27 marzo prossimo, fatta eccezione per motivi lavorativi o di necessità e il rientro nella propria residenza o abitazione. Ma anche la necessità, tanto per il settore pubblico quanto per quello privato, di ricorrere il più possibile al lavoro agile. Mentre per quanto riguarda le attività sociali e socio-sanitarie dedicate ai disabili rinvia ai piani territoriali adottati dalle singole regioni.

Queste, dunque, le direttive generali, mentre per tutte le altre disposizioni sono previste differenziazioni in base alle fasce di colore assegnate ai singoli territori sull’onda dell’incidenza settimanale dei contagi. Parametro, questo, che consente di distinguere zone bianche, gialle, arancioni e rosse. Ritorno alla quasi normalità per le cosiddette “aree bianche”, laddove cioè per tre settimane consecutive si registrano meno di 50 contagi su 100mila abitanti in un arco temporale di sette giorni. In questo caso, oltre al permanere l’obbligo del distanziamento e l’uso dei dispositivi di protezione, restano vietati solo gli eventi, che implicano assembramenti in spazi chiusi o all’aperto, comprese fiere, congressi e discoteche.

Passando, invece, alle altre tre fasce resta confermato il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino. Visite ad amici e parenti consentite ma solo in fascia gialla ed arancione, solo una volta al giorno verso una sola abitazione, per massimo due persone oltre a minori di 14 anni, disabili e soggetti non autosufficienti. Riaprono, ma solo nelle regioni “gialle”, musei e luoghi di cultura ma fino al 27 marzo solo dal lunedì al venerdì, esclusi i festivi. A partire da quella data, invece, consentita l’apertura anche il sabato e nei festivi ma solo su prenotazione. Sempre a partire dal 27 marzo si agli spettacoli aperti al pubblico. Anche in questo caso solo in “zona gialla” ma con posti a sedere pre-assegnati e distanziati e con un numero massimo di persone (200 per i luoghi al chiuso, 400 per quelli all’aperto).

Sì, all’attività sportiva e motoria all’aperto nelle aree gialle ed arancioni, ma restano chiusi ovunque palestre, piscine e centri termali. Così come non riapriranno gli impianti sciistici. In zona rossa, invece, ok alla sola attività motoria ma vicino alla propria abitazione. Negozi aperti ma solo in zona gialla ed arancione e chiusura dei centri e parchi commerciali ovunque nei festivi e prefestivi. In zona rossa saracinesche alzate solo per le attività deputate alla vendita di beni di prima necessità. Ristoranti e bar aperti in zona gialla con servizio al tavolo ma solo fino alle 18. nelle zone arancioni e rosse consentito solo l’asporto fino alle 22 e con le consegne a domicilio. Per quanto riguarda la scuola, didattica in presenza fino ad un massimo del 75 per cento nelle zone gialle e arancioni, sospesa invece nelle scuole di ogni ordine e grado - compresi i nidi - in zona rossa. In zona rossa, infine, chiuse tutte le attività che forniscono servizi alla persona come parrucchieri e centri estetici.

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di Maria Tripepi

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