Covid, nel Folignate l'incidenza dei contagi resta alta: “Forte diffusione della variante inglese”

In Umbria i contagi scendono in maniera lenta, ma nel distretto di Foligno i livelli rimangono ancora elevati: “Le misure restrittive funzionano meno”

Foligno dall'alto (foto Vissani)

Una discesa costante, seppur lenta. E' la fotografia della situazione epidemilogica in Umbria rispetto al Covid-19. Dopo settimane di restrizioni più significative nel Perugino, si iniziano a vedere i primi segnali di decrescita. Un calo non repentino, così come è invece avvenuto per la prima e la seconda ondata, ma pur sempre un timido miglioramento. Ad evidenziarlo sono i numeri della Regione Umbria, presentati giovedì mattina alla stampa nel corso del consueto aggiornamento settimanale legato al Coronavirus. “Pian piano stanno calando gli attualmente positivi – evidenzia il dottor Marco Cristofori del Nucleo epidemiologico regionale -. Ci sono più persone che guariscono rispetto a quelle che si ammalano”. L'incidenza è in calo del 5% rispetto alla precedente rilevazione, con l'Rt in Umbria che ora si attesterebbe intorno allo 0.88. “Un dato che ci conforta” spiega Cristofori, che ci tiene però a rimarcare come rimangano criticità “nel distretto Folignate e nell'Altotevere”.

Scendono i contagi in età scolare e c'è una lieve crescita a livello regionale per la fascia dagli zero ai due anni. “Qualche effetto dovuto alle vaccinazioni c'è, ma i segnali ancora non si vedono chiaramente” afferma il dottor Cristofori. Sul fronte ospedaliero, si nota una diminuzione dei ricoveri, ma oscillano quelli nelle terapie intensive. Da qualche giorno poi, c'è anche una diminuzione dei decessi, come indicato dalla media mobile.

La variante inglese viene riscontrata nel 51% dei campioni inviati all'Istituto superiore di sanità, mentre il 36% è occupato dalla variante brasiliana. “Mentre in Italia il contagio sale – dice il dottor Marco Cristofori – l'Umbria e la provincia autonoma di Bolzano sono le uniche dove si avverte una discesa. Probabilmente abbiamo anticipato quello che sta accadendo in altre regioni”. Calo, però, non del tutto uniforme in Umbria. Come detto, preoccupa infatti l'area del Folignate. “Lì – indica Cristofori – l'incidenza rimane alta. La curva dei contagi si è appiattita, ma i livelli restano elevati, con 450 casi ogni 100mila abitanti. In un'area così densamente popolata queste cifre mettono in difficoltà il contact tracing. Nel Folignate – prosegue il componente del Nucleo epidemiologico – le misure restrittive sembrano funzionare meno che altrove e c'è una forte diffusione della variante inglese, molto aggressiva e più contagiosa soprattutto nei giovani”.

ORDINANZA – Intanto domani, venerdì 5 marzo, scadrà l'ordinanza regionale sulle restrizioni adottate da palazzo Donini. Sabato entrerà in vigore il Dpcm firmato martedì da Mario Draghi e anche l'Umbria dovrebbe allinearsi alle disposizioni nazionali. Non è detto però che non possa arrivare una nuova e specifica ordinanza da parte della governatrice Donatella Tesei, magari con misure ancor più restrittive per alcuni territori. Oggi pomeriggio (giovedì ndr) si riunirà il Cts umbro per fornire le possibili indicazioni. “Il contagio sta decrescendo molto lentamente – spiega in proposito il direttore regionale alla Sanità, Claudio Dario -. E' per questo che la cautela è d'obbligo, oltretutto in un contesto nazionale in cui si va verso una riaccensione del contagio e una diffusione della variante inglese”.

Fabio Luccioli

di Fabio Luccioli

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