Dal 6 agosto Green Pass obbligatorio in ristoranti, cinema e palestre

Il Cdm ha approvato il nuovo decreto Covid che stabilisce in quali casi sarà necessario il certificato verde. Cambiati anche i parametri per la colorazione delle regioni

Mario Draghi

Modalità di utilizzo del Green Pass e nuovi criteri per definire la colorazione delle regioni. Sono due degli aspetti, forse quelli più attesi, contenuti nel nuovo decreto Covid approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Un decreto che entrerà in vigore dal prossimo 6 agosto e con cui il Cdm, lo stesso che ha prorogato lo stato di emergenza nazionale fino al 31 dicembre, intende fronteggiare la risalita dei contagi in tutto il Paese. Ad illustrare le nuove misure, il premier Mario Draghi ed il ministro della Salute, Roberto Speranza.

GREEN PASS – Sul fronte certificazione verde, il nuovo decreto ne stabilisce l’obbligatorietà, a partire dal 6 agosto, in determinate circostanze. Il Green Pass sarà, dunque, cosa imprescindibile per accedere ai tavoli al chiuso di bar e ristoranti, ma non sarà necessario per consumare al bancone. Il certificato, inoltre, diventerà obbligatorio anche per allenarsi in palestra, così come per entrare in teatri o cinema, musei, piscine, convegni, congressi e centri benessere e termali. Richiesto, poi, per le competizioni sportive, fiere, sagre, ma anche per accedere in parchi tematici e di divertimento, centri culturali, sociali e ricreativi, sale gioco e scommesse. Certificato verde obbligatorio, inoltre, per partecipare a procedure concorsuali e concerti, così come per entrare allo stadio.

La documentazione, lo ricordiamo, è la stessa che prova l’inoculazione almeno della prima dose di vaccino, ed in questo caso il Green Pass è valido a partire dal quindicesimo giorno fino alla data della seconda dose. Dalla seconda vaccinazione, poi, il certificato verde varrà per altri nove mesi. Sarà valido per sei mesi, invece, a partire dalla guarigione in caso di infezione da Covid e solo per 48 ore nel caso di un tampone antigienico o molecolare risultato negativo.

COLORAZIONE DI RISCHIO – Come detto, il Consiglio dei ministri ha messo mano anche ai nuovi parametri che determineranno l’eventuale ingresso delle regioni nelle diverse fasce di rischio. Parametri che, di fatto, tenendo conto anche di quanto avviene all’interno degli ospedali, si sono fatti meno stringenti. La soglia che segna l’ingresso in zona gialla è stata fissata al 10 per cento di occupazione delle terapie intensive e al contestuale 15 per cento di ospedalizzazioni. Intensive al 20 per centro e ricoveri ordinari al 30 per cento, invece, gli indicatori che tingerebbero di arancione una regione. Passaggio in zona rossa che si concretizzerebbe, infine, con un 30 per cento di occupazione delle terapie intensive ed un 40 per cento delle ospedalizzazioni.

Logo rgu.jpg

di Matteo Castellano

Aggiungi un commento