Emergenza Covid, c’è il piano scuola: ecco cosa prevede

Popolazione scolastica divisa in due gruppi con regole ad hoc in base al contesto di rischio. Intanto è attesa la decisione della giunta sul ritorno in classe lunedì per le superiori

L'aula di una scuola dell'infanzia

Tracciamento immediato dei contatti e quarantena in base al contesto di rischio. Sono i due criteri alla base del Piano scuola finalizzato al contenimento dell’infezione negli istituti umbri, redatto dal Comitato tecnico scientifico e presentato venerdì 22 gennaio dal dottor Emilio Abbritti nel corso del consueto appuntamento settimanale indetto dalla Regione per fare il punto sull’emergenza Covid. 

Due i gruppi in cui è stata suddivisa la popolazione scolastica: quello che interessa la fascia 0-6 anni, e quindi asili nido e scuole dell’infanzia, e quello che riguarda invece gli alunni tra i 6 e 18 anni, ossia coloro che frequentano le scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado. Distinzione, questa, che tiene conto - secondo quanto spiegato - del contesto di rischio presente all’interno dei due gruppi, legato in particolar modo al fatto che per i bambini nella fascia tra 0 e 6 anni non è previsto l’uso della mascherina durante l’attività didattica. Secondo quanto spiegato da Abbritti, comunque, i dati in possesso ad oggi non dimostrano che ci sia stato un passaggio di contagio tra docenti e studenti e viceversa. L’individuazione di un caso positivo tra gli alunni o i loro insegnanti vedrà comunque scattare nuovi protocolli. 

Protocolli che, come detto, puntano ad una diagnosi precoce, entro 24 ore, dei casi scolastici e un’opportuna  sensibilizzazione, sia del personale della scuola che delle famiglie, affinché ogni caso sospetto sia tempestivamente allontanato e vengano attivate le procedure stabilite. Previsto, inoltre, un tracciamento a tempo zero dei contatti attraverso test antigenici rapidi, a scuola in primis ma anche al di fuori dell’ambito scolastico, con riferimento ad esempio al trasporto pubblico. 

Entrando nel dettaglio del Piano, nel caso in cui venga individuato un contagio in un bambino nella fascia tra 0 e 6 anni, tutti i contatti individuati saranno sottoposti a tampone antigenico rapido nel più breve tempo possibile e per tutto il gruppo classe-sezione, compresi i collaboratori scolastici che hanno svolto attività di assistenza sul bambini, scatterà l’isolamento fiduciario e obbligo di un nuovo antigenico dopo 10 giorni. Nel caso in cui la positività riguardasse un docente, tutti i contatti saranno sottoposti a test rapido. Per i bambini del gruppo-classe, inoltre, scatterà l’isolamento fiduciario mentre per gli altri insegnanti, se negativi, potranno continuare a lavorare. 

Anche se a risultare contagiato fosse uno studente tra i 6 e i 18 anni tutti i contatti sarebbero sottoposti a test rapido. In questo caso, però, se l’antigenico dovesse dare esito negativo non scatterebbe nessun provvedimento per il gruppo-classe, per cui, in assenza di sintomi, si potrà proseguire con le lezioni in presenza. Se, invece, dovesse risultare qualche positività scatterebbe l’isolamento fiduciario per gli studenti, ma non per i docenti. Nell’ipotesi in cui positivo fosse un docente, in caso di test negativo di tutto il gruppo si potrà tornare a scuola. Mentre se dovesse essere riscontrata la positività di uno o più soggetti verrà disposto l’isolamento per gli studenti ma non per i docenti. 

Strategie, queste, che dovrebbero entrare in funzione già dalla prossima settimana. Guardando ai dati, al 19 gennaio scorso risultavano 72 le classi in quarantena su tutto il territorio regionale: 68 nella provincia di Perugia e 4 in quella di Terni. Fino alla pausa natalizia, invece, sono stati registrati 1.555 casi positivi in ambito scolastico, le classi sottoposte ad isolamento fiduciario sono state invece 1.236 per un totale di 27.639 soggetti tra alunni, docenti e personale Ata. Intanto nel pomeriggio il Cts e il Nucleo epidemiologico presenteranno alla giunta Tesei le loro valutazioni in vista del possibile ritorno in classe per gli studenti delle scuole superiori. L’ultima parola, però, spetterà a palazzo Donini che in serata dovrebbe pronunciarsi con un’apposita ordinanza. 

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di Maria Tripepi

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