Fiume Menotre: esposto dell'Arci Pesca sul prelievo d'acqua per scopi idroelettrici

I responsabili folignati dell'associazione sono pronti a gettare la spugna dopo l'ennesimo appello inascoltato

Giuseppe Lucidi (al centro) e gli altri membri dell'Arci Pesca di Foligno

Talmente delusi da voler gettare la spugna. “Le nostre continue segnalazioni non sembrano interessare a nessuno, dalla cittadinanza alle autorità competenti”. E' questo lo sfogo dei rappresentanti dell'Arci Pesca Fisa di Foligno, che quest'oggi hanno dato notizia del terzo esposto in poco tempo alla Procura della Repubblica di Spoleto e alle varie istituzioni locali e regionali in merito alla situazione del Menotre. Nella denuncia, l'Arci Pesca parlano di “eccessivo prelievo, per scopi idroelettrici, delle acque del fiume”. Tutto ciò avrebbe evidenti ripercussioni negative sull'ecosistema fluviale e sull'assetto paesaggistico. L'altra richiesta è quella di rivedere integralmente il regime delle concessioni, insieme all'esecuzione di campagne di verifica periodiche sulle portate effettive rilasciate. Ed un primo controllo sarebbe stato fatto dai tecnici della regione, che hanno consegnato all'Arci Pesca di Foligno tutti i dati. La portata del Menotre, da Rasiglia all'Altolina, è sempre inferiore ai mille metri cubi, eccezion fatta per la zona a valle di Casenove che registra una portata di mille e centoquaranta metri cubi d'acqua al secondo. Secondo Giuseppe Lucidi dell'Arci Pesca, la portata normale del fiume dovrebbe aggirarsi sui mille e cinquecento. Ma non finisce qui, perché la battaglia dell'Arci Pesca riguarda anche la situazione del fiume Topino, che, secondo i responsabili dell'associazione, potrebbe mettere in serio pericolo l'incolumità di chi passeggia sulle sponde del tratto folignate. Il problema riguarderebbe la fragilità degli argini ed è per questo che viene chiesto un immediato intervento degli organi competenti.  

Fabio Luccioli

di Fabio Luccioli

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