Foligno, addio ad un pezzo di storia: è morto Ariodante Picuti

Aveva 93 anni ed è stato tra i più apprezzati e capaci avvocati dell'Umbria, nonché storico ed amato presidente della Giostra della Quintana

Ariodante Picuti

E' morto a Foligno all'età di 93 anni l'avvocato Ariodante Picuti. Conosciutissimo in tutta Umbria ed oltre i confini regionali, Picuti nella sua vita ha ricoperto preziosi ed importanti incarichi. Partendo dalla sua attività da avvocato, ha seguito processi che hanno avuto l'attenzione di tutta la nazione, come nel caso di quello a Luigi Chiatti. In quell'occasione, Ariodante Picuti insieme al figlio Giovanni difese le famiglie delle due vittime del Mostro di Foligno, ovvero quella di Simone Allegretti e Lorenzo Paolucci. Ma Picuti è stato un importante punto di riferimento anche nella vita politica regionale. Storico esponente della Dc, ha ricoperto in due distinti mandati la carica di sindaco di Nocera Umbra, ed è anche approdato in consiglio regionale dove è stato vicepresidente del massimo consesso umbro. Ad Ariodante Picuti è strettamente legata alla Giostra della Quintana. L'avvocato è stato probabilmente il più apprezzato e stimato numero uno di palazzo Candiotti, diventando poi presidente onorario. La redazione di Radio Gente Umbra si unisce al dolore della famiglia Picuti. LA VITA QUINTANARA - Picuti arriva alla Quintana e viene eletto Presidente nel 1978 dopo aver lasciato la poltrona di vice presidente del consiglio regionale, uno dei pochi se non l’unico, quando la sua carriera politica era ancora in ascesa. Eredita la manifestazione dall’indimenticabile Armando Raffaeli ed inizia l’avventura. E’ una gestione difficile soprattutto perché mancano le risorse necessarie e l’Ente non ha neanche una sede. Le Istituzioni sono alla finestra e proprio Picuti sollecita e ottiene il loro ingresso in seno all’Ente, ponendo le fondamenta per la crescita della manifestazione. Nasce il Centro Studi dell’Ente che produce cultura con i “Quaderni” e inizia anche la serie di acquisti di immobili da adibire a sedi e taverne dei Rioni, un patrimonio rilevante che deve essere affiancato a quello dell’intero parco costumi corretto e rivisitato con rigore storico da Anna Maria Rodante. Dopo l’assestamento e la creazione di un apparato amministrativo dell’Ente, Picuti lavora sulla promozione della manifestazione che approda in diretta sulle reti della Rai e che tiene compagnia ai passeggeri dei voli intercontinentali di Alitalia oltre a campeggiare in ogni stazione ferroviaria della rete italiana. In questo periodo si procede alla ristrutturazione del campo prove, nasce, grazie ai suggerimenti di Lino Procacci, la gara gastronomica impreziosita dalla presenza a Foligno dei big della televisione e del cinema, e Picuti inventa la Giostra della Rivincita. La sua figura si completa con l’autorità del capo che Ariodante si conquista con la fiducia e la credibilità che il Popolo della Quintana ripone in lui. “Così si governa la Quintana” è una delle sue frasi storiche. Il periodo di grazia della manifestazione è a cavallo degli anni Novanta quando anche la pista di gara assume la fisionomia attuale con l’otto in sabbia sempre più sicuro. La gara è sempre più avvincente e il Presidente esalta il binomio cavallo-cavaliere per sottolineare la difficoltà della Tenzone, la Quintana è l’Olimpiade delle Giostre. Picuti si batte come un leone in quel periodo chiamando a raccolta i folignati ancora troppo poco partecipi e intanto conquista il traguardo storico della prima Lotteria Nazionale a cui ne seguiranno altre due con l’ultima, quella del 1996, anno del Cinquantennale, insieme al Festival dei Due Mondi: il Principe della Quintana incontra il Duca del Festival. Sono questi gli anni in cui le massime istituzioni dello Stato arrivano a Foligno per assistere alla Quintana. Per primo arriva il Presidente della Repubblica, Sandro Pertini nel 1984 e poi toccherà nel 1996 al Presidente della Camera, Irene Pivetti. La Quintana sembra non poter fare a meno del Presidentissimo così come lui non vuole rinunciare al grande amore. Un amore lungo 18 anni segnati dalla incrollabile passione, dal qualificato impegno e dalla sua fierezza. “La Quintana - ripeteva spesso – avanzerà negli anni con sicura supremazia rispetto a tutte le altre Giostre”. Il “Sommo Padre Dante”, così veniva affettuosamente chiamato, si ritira nel 1996 dopo i festeggiamenti del Cinquantennale.

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di Redazione

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