Foligno, pochi ma ben organizzati: sgominata dalla polizia la "banda dell’eroina"

Sono tre, tutti nigeriani, gli spacciatori rintracciati dagli agenti del commissariato: il capo gestiva da casa il portafoglio clienti, gli altre consegnavano soprattutto in zona Parco fluviale

Il vicequestore Adriano Felici in commissariato a Foligno

Un piccolo gruppo di persone per un ben articolato giro di spaccio su Foligno. Come già riportato dalla nostra redazione nelle scorse ore, si tratta di quello messo in piedi da tre nigeriani che, attraverso una precisa divisione delle "mansioni", smerciavano da tempo importanti quantità di eroina sulla città. Un’attività illecita che, dopo settimane di attenti pedinamenti ed osservazioni, è stata stoppata dai poliziotti folignati guidati dal vicequestore Adriano Felici. Gli stessi che hanno eseguito tre diverse misure cautelari disposte dal gip di Spoleto, Paolo Mariotti. Nel dettaglio, un 36enne, ritenuto il vertice dell’organizzazione, è stato condotto in carcere in esecuzione di una misura di custodia cautelare. Un 40enne, invece, è ai domiciliari ed infine un 23enne è stato sottoposto a divieto di dimora nel comune di Foligno.

Stando a quanto ricostruito dagli investigatori, da maggio sui passi degli spacciatori, il leader del gruppo, il 36enne appunto, gestiva il "portafoglio clienti" da casa attraverso un’utenza telefonica dedicata. L’uomo, già sottoposto ad arresti domiciliari per reati in materia di stupefacenti, non è comunque mancato, in talune occasioni, di uscire e violare quindi la misura per consegnare personalmente la merce. Per questo motivo, oltre all’accusa, tra l’altro comune ai tre, di concorso in detenzione di stupefacente ai fini di spaccio, gli è stata contestata anche l’evasione. Gli altri due si occupavano invece della consegna delle dosi, con gli appuntamenti che il più delle volte avvenivano al Parco fluviale Hoffman. Dalle indagini è emerso come l’attività dei i tre nigeriani, non conviventi né partenti e due dei quali irregolari sul territorio nazionale, non fosse cosa recentissima: gli investigatori sono infatti risaliti ad episodi datati novembre 2020, con alcuni anche risalenti al 2018. Il giro d’affari, secondo quanto reso noto dal commissariato, era importante, con una platea di una decina di clienti, in massima parte del posto, di tutte le età e con differenti esigenze, dal momento che alcuni si rifornivano anche quattro volte a settimana.

Ad agosto, durante l’attività di indagine conclusasi il mese dopo, gli agenti hanno anche perquisito un’abitazione rinvenendo e sequestrando 110 grammi di eroina in varie confezioni e, quindi, già pronta allo smercio. Stando a quanto si apprende, ogni dose avrebbe pesato circa 0,8 grammi e sarebbe stata venduta a circa 20 euro. Insieme allo stupefacente, era stata anche rintracciata una somma di denaro occultata ad hoc di poco superiore a 5mila euro, più che verosimilmente provento dell’attività di spaccio. In quell’occasione erano scattate le manette per due persone e gli agenti aveva avuto contestualmente conferma della forza sul mercato del gruppo.

Un gruppo, dunque, bloccato dagli agenti folignati che hanno eseguito le misure cautelative dopo che il gip ha condiviso l’impianto accusatorio. Al netto dell’arresto del leader 36enne, il 40enne ha ricevuto la misura più aspra perché già protagonista in passato di un numero maggiore di episodi rispetto al 23enne. Dei tre, solo uno lavorava saltuariamente in un’azienda del circondario. Dal commissariato spiegano infine come potrebbero esserci sviluppi di indagine per capire anche le dinamiche con cui il gruppo facesse rifornimento.

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di Matteo Castellano

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