Fonti di Sassovivo, da sabato cancelli aperti. Ecco il programma della giornata

Ancora pochi giorni di attesa e poi i cittadini potranno tornare a vivere uno dei luoghi simbolo della storia folignate

Il cartello che indica la sorgente Sassovivo

Il conto alla rovescia sta per terminare. Mancano infatti pochi giorni alla riapertura al pubblico delle Fonti di Sassovivo. L'appuntamento è per sabato 11 luglio, alle 10, quando finalmente i cancelli torneranno ad aprirsi ed i folignati potranno riappropriasi di un pezzo della loro identità. A segnare quest'importante momento storico, la benedizione del vescovo di Foligno, monsignor Gualtiero Sigismondi, preceduta da una corsa dimostrativa che vedrà in prima fila i runners folignati dell'Atletica Winner. La riapertura al pubblico delle antiche fonti sorgive rappresenta – lo ricordiamo – solo il primo passo di un lungo cammino che vedrà protagonista la Fonti Sassovivo srl, società costituita da un gruppo di venti privati cittadini desiderosi di veder rinascere un luogo simbolo della storia folignate. Il progetto più impegnativo riguarderà, infatti, il ritorno sul mercato dell'acqua oligominerale naturale Sassovivo, definita curativa da diversi studi clinici. Nel giro di diciotto mesi – secondo le stime fatte dalla stessa società che ha rilevato il sito dagli eredi di Evelino Massenzi – lo stabilimento dovrebbe tornare in funzione. “Al momento – fanno sapere dalla nuova proprietà - è consentito soltanto il consumo gratuito dalla sorgente, senza possibilità di asporto. Quanto prima – annunciano - verrà istallato un erogatore per permettere il prelievo da parte di tutti i cittadini”. La sfida che i venti soci, folignati e non, si sono dati rimane comunque quella di far rinascere l'area in tutta la sua bellezza e fruibilità. Tante dunque le idee in cantiere. Per ora l'appuntamento, però, rimane quello del prossimo sabato. In programma – promettono dalla Fonti Sassovivo srl - “non una semplice passeggiata tra i boschi o un'escursione naturalistica, ma la riscoperta di un ambiente unico e un ritorno alla 'casa dell’acqua'”.

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di Maria Tripepi

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