Liberalizzazione delle etichette, a rischio anche il Sagrantino

L'allarme arriva da Bruxelles, a lanciarlo è l'europarlamente De Castro. Il ministero dell'Agricoltura lavora per inserire nella lista delle denominazioni anche il vitigno montefalchese

Vino in bottiglia (foto Alessio Vissani)

I vini italiani sono a rischio “deregulation” e tra questi c'è anche il Sagrantino. L'allarme arriva direttamente da Bruxelles e a lanciarlo è Paolo De Castro del gruppo Socialisti e Democratici. L'europarlamentare italiano negli scorsi giorni ha incontrato il commissario Ue per l'Agricoltura, Phil Hogan. Nel vertice, De Castro ha espresso la sua preoccupazione “sulla paventata liberalizzazione, che rischia di privare della tutela i vini identitari”. Ma facciamo un passo indietro. Nel 2007 la riforma Ocm (Organizzazione Comune del mercato) stilò una lista di nomi di vitigni che non possono essere utilizzati da chiunque. E' il caso del Lambrusco o del Verdicchio. Sempre nel 2007, scoppiò la guerra legata al Tocai friulano e il Tokaj ungherese. In quell'occasione, la Corte di giustizia della Ue diede ragione alla città magiara, secondo il principio per cui il nome di un vitigno non può essere blindato, ma può essere tutelata e protetta la denominazione di un luogo geografico. Ma ora tutto potrebbe cambiare. Stando infatti a quanto dichiarato da De Castro nell'edizione del 4 dicembre de Il Sole 24 Ore, la Direzione generale dell'Agricoltura a Bruxelles starebbe lavorando per cancellare “quell'allegato alla riforma Ocm – spiega De Castro al quotidiano economico – per arrivare a una liberalizzazione dei nomi”. E' così che l'europarlamentare ha sollevato il problema prima che la liberalizzazione o deregulation che sia, venga approvata dalla Commissione dell'Unione europea. Paolo De Castro, oltre a porre la questione all'attenzione del commissario Hogan, nell'articolo a firma di Giorgio dell'Orefice ha ricordato come “contemporaneamente il ministero per le Politiche agricole sta lavorando non solo per non modificare quella lista (ovvero le denominazioni che non tutti possono utilizzare ndr), ma anche per allargarla ad altri nomi, come ad esempio Sagrantino, che ne erano esclusi”.

 

Fabio Luccioli

di Fabio Luccioli

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