Nocera Umbra, la Cgil avverte: “Se chiude la casa di riposo, scenderemo in piazza”

Il monito del sindacato dopo l’ordine del giorno approvato a maggioranza dal consiglio comunale. “No al trasferimento di pazienti e personale a Foligno”

Nocera Umbra

Neanche il tempo che il consiglio comunale di Nocera Umbra approvasse la pratica, che la Cgil è subito scattata sull’attenti, ammonendo l’operato della massima assise cittadina ed annunciando possibili manifestazioni. Sul banco degli imputati la chiusura della casa di riposo nocerina, votata a maggioranza ma contro la quale si scaglia il sindacato. In prima linea, la camera del lavoro di Foligno, la Lega Spi Cgil e la Funzione Pubblica Cgil, contrarie al provvedimento. "Apprendiamo che oggi (lunedì 16 aprile) il consiglio comunale di Nocera Umbra ha deciso a maggioranza la chiusura della casa di riposo con il conseguente trasferimento degli ospiti a Foligno - scrivono in una nota Daniela Luzzi (Fp Cgil), Mario Bravi (Cgil Foligno) e Dino Baldoni (Spi Cgil Foligno)”. Decisione presa - denunciano dal sindacato - “nonostante il parere contrario degli ospiti, delle loro famiglie, dei lavoratori che operano nella struttura e della maggioranza della cittadinanza”. Secondo quanto riferito dalla Cgil, infatti, il sindacato già da tempo aveva chiesto un incontro “per chiarire la situazione ed individuare altre soluzioni”. Anche perché - sottolineano - il provvedimento adottato “provocherà notevoli disagi agli ospiti e ai lavoratori per i quali, peraltro, ad oggi, non è prevista alcuna soluzione. Il tutto - ribadiscono - in un territorio come quello di Nocera, con una popolazione anziana al di sopra del 30 percento e che dista oltre 20 km da Foligno”. Espressa la propria contrarietà, quindi, la Cgil avverte: “Chiediamo un incontro anche con l’assessore alla sanità della Regione Umbria, Luca Barberini, da realizzarsi urgentemente nei prossimi giorni e se non verranno trovate soluzioni soddisfacenti - concludono Luzzi, Bravi e Baldoni - chiameremo i lavoratori e la cittadinanza alla mobilitazione”.

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di Redazione

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