Ora è ufficiale: tolta al Città di Foligno la gestione del "Blasone"

Con un atto arrivato lunedì mattina, il Comune ha revocato con effetto immediato la possibilità di poter utilizzare la struttura da parte della società calcistica. Interviene Libera Umbria

Lo stadio "Blasone"

Ora è ufficiale. A seguito dell'interdittiva antimafia emessa dalla prefettura di Perugia, il Comune ha revocato la gestione dello stadio “Blasone” alla società di calcio Città di Foligno 1928. La revoca, con effetto immediato, è stata effettuata nella mattinata di lunedì. La comunicazione da parte della prefettura era stata ufficializzata dal sindaco di Foligno sabato mattina, con il primo cittadino che aveva inoltre comunicato il responso della prefettura anche alla Figc. Ed è per questo che i Falchetti domenica non sono scesi in campo contro l'Avezzano, perdendo a tavolino per 0-3. Stesso risultato da qui alla fine del campionato anche per le altre gare dei biancazzurri. Da oggi in poi a poter usufruire del “Blasone” sarà solamente l'atletica e la sezione folignate degli arbitri. Sulla questione è intervenuta anche Libera Umbria. “Purtroppo le nostre preoccupazioni si sono rivelate fondate e oggi il Foligno Calcio è la prima società sportiva dell'Umbria commissariata per mafia – scrivono in un comunicato i componenti dell'associazione che lotta contro le organizzazioni criminali -. Un epilogo che probabilmente si sarebbe potuto evitare con maggiore attenzione da parte delle autorità preposte. Attenzione e controlli che chiedevamo come Libera l'estate scorsa, quando la società sportiva passava nelle mani di soggetti già gravati da pesanti accuse. Ma la situazione è stata evidentemente sottovalutata dalle istituzioni, con il risultato che oggi è sotto gli occhi di tutti. Auspichiamo a questo punto che il caso Foligno possa essere quantomeno un vaccino contro il ripetersi di simili gravi episodi in futuro".

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di Redazione

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