Pm10, da novembre a Foligno già 10 sforamenti. Legambiente: “Occorre cambio di rotta”

Dall'entrata in vigore dell'ordinanza le strumentazioni dell'Arpa hanno evidenziato ancora giorni critici. Marco Novelli: “Ripartiamo dalla mobilità alternativa, spostandoci a piedi e in bici”

Ordinanza antismog, il cartello di porta Firenze

Un cambio di rotta. Lo chiede Legambiente Foligno che torna così a commentare i dati derivanti dal monitoraggio dell’aria effettuato attraverso la centralina di Porta Roma. Dati che solo pochi giorni fa sono tornati a superare il limite di Pm10 dei 50 microgrammi per metro cubo. È accaduto, l’ultima volta, nelle giornate di mercoledì 18, giovedì 19 e venerdì 20 dicembre, quando le polveri sottili hanno toccato quota 78, 69 e 51 microgrammi per metro cubo. Tre valori oltre il limite per tre giorni consecutivi, primo campanello d’allarme per predisporre la città al blocco straordinario della circolazione, così come previsto dall’ordinanza antismog varata per la prima volta nel 2015 dall’allora sindaco di Foligno Nando Mismetti. Ordinanza che, da ormai quattro anni, entra in vigore puntualmente a fine ottobre e si protrae fino al 31 marzo, disponendo il divieto di circolazione la domenica ed il lunedì per tutta una serie di veicoli all’interno del perimetro individuato dall’Ambito urbano di riduzione del traffico. Provvedimento adottato per incidere sui livelli di Pm10 nell’aria, ma che evidentemente non basta per ridurre il carico di smog presente. Ecco perché per il presidente folignate di Legambiente, Marco Novelli, occorre un netto cambio di passo. Già negli scorsi giorni l’associazione ambientalista insieme alla Federazione italiana ambiente bicicletta erano intervenute sulla questione dell’inquinamento. Ed ora, a distanza di poco più di una settimana, si rinnova l’appello. Agli amministratori folignati affinché mettano in campo tutte le azioni possibili per affrontare il problema, compresi maggiori controlli per garantire il rispetto dell’ordinanza da parte di tutti, ed ai cittadini perché prediligano forme di mobilità alternativa laddove possibile. “Foligno - dichiara a questo proposito Marco Novelli - è una città che ben si presta ad essere percorsa a piedi ed in bicicletta, consentendo così una riduzione del traffico veicolare. Una scelta, questa - ha proseguito -, che fa bene non solo all’ambiente che ci circonda, ma anche a noi stessi”. Per il numero uno di Legambiente, infatti, camminare è la prima forma di attività fisica da praticare per poter star bene, a cominciare dai più piccoli. Così come è salutare spostarsi in bicicletta. Attività per la quale Foligno, data soprattutto la sua conformazione, si presta benissimo. Riduzione del traffico, dunque, ma non solo. Ad incidere sull’innalzamento delle polveri sottili è infatti anche l’utilizzo dei riscaldamenti e dei caminetti. Fronti su cui, però, come sottolineato anche dal presidente Novelli, il rinnovamento è più difficile. Ecco perché, quindi, occorre iniziare dalle auto, riducendo ingorghi e traffico, a maggior ragione nei mesi invernali “quando - conclude Marco Novelli - l’umidità e spesso anche la mancanza di vento contribuiscono a mantenere le polveri sottili in circolo rendendo l’aria insalubre e causando, tra l’altro, fastidio agli occhi e difficoltà respiratorie”. Andando a vedere la situazione dall’entrata in vigore dell’ordinanza, ad oggi gli sforamenti dei livelli di Pm10 sono stati dieci in meno di sessanta giorni, con la città della Quintana che ha anche fatto registrare il record negativo di tutta Umbria lo scorso 6 dicembre quando si è toccata quota 90 microgrammi per metro cubo. Dati di fatto in linea con il 2018, quando gli sforamenti nello stesso periodo erano stati complessivamente dodici, dunque solo due in più.

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di Maria Tripepi

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