Quasi cinquemila persone identificate e 9 arresti: i numeri della polizia a Foligno nel 2019

Oltre un centinaio le persone denunciate da parte degli uomini del commissariato e dei colleghi della polfer nel bilancio tracciato dalla Questura di Perugia

Alessandro D'Antoni

Sono quasi cinquemila le persone identificate sul territorio folignate nel corso del 2019 da parte degli uomini della polizia di stato. Di queste poco meno di duemila sono state controllate dagli uomini al servizio del vicequestore Bruno Antonini, mentre le restanti tremila sono state identificate dagli agenti della polizia ferroviaria coordinati dal comandante Alessandro D’Antoni. Nove, nel complesso, le persone finite in manette e 130 quelle denunciate in stato di libertà.

Andando a vedere nel dettaglio tutti i numeri, la polizia ha arrestato 8 persone e denunciato in stato di libertà 101. I colleghi della polfer, invece, hanno fatto scattare le manette ai polsi di una sola persona e denunciate 29. Seicentoquarantadue i veicoli e 186 i documenti controllati, poi, dagli agenti del commissariato folignate. Mentre i servizi di vigilanza in stazioni ferroviarie da parte della polfer sono stati 844 e 174 i convogli scortati. Ottantuno, poi, i servizi di scorta ai treni viaggiatori e 40 quelli di pattugliamento delle linee ferroviarie. Tra i dati resi noti, infine, quattro minori rintracciati e quattro contravvenzioni.

“L'anno che si sta per concludere - fanno sapere dalla Questura - è stato particolarmente proficuo per la polizia di stato della provincia di Perugia, in tutte le sue articolazioni. In uno scenario in continua evoluzione - proseguono - l’impegno è stato costantemente indirizzato a garantire l’ordinato vivere civile e la sicurezza dei cittadini. Le linee generali di intervento sul territorio sono state ulteriormente potenziate ed affinate al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati in termini di attività operativa. In particolare, nel corso del 2019, sono stati attuati innumerevoli piani straordinari di controllo del territorio finalizzati all’attuazione di strategie di contrasto ai fenomeni criminosi, alla conseguente riduzione del senso di insicurezza percepito, particolarmente forte in alcune zone del capoluogo e della provincia, attraverso un approccio operativo caratterizzato dalla massima “prossimità” nei riguardi della popolazione, dalla costante attività di prevenzione e repressione dei reati predatori, con particolare riferimento a furti e rapine e reati contro il patrimonio, in generale.

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di Redazione

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