Quattro giovani umbri inventano Muni, l'app che rivoluziona la musica e piace ad Amazon

L'idea permetterà di connettere artisti, locali ed ascoltatori creando legami inossidabili e rendendo unico il modo di condividere i propri momenti più significativi

I giovani inventori di Muni

Si chiama Muni ed è l'applicazione che rivoluzionerà il modo di vivere il mondo della musica, dei concerti e soprattutto dei social network. Ad inventarla sono quattro giovanissimi ed intraprendenti umbri, che lavorano all'uscita della loro innovativa creatura da diverso tempo. Sono Matteo e Simone Gialletti, Lorenzo Flavi e Luca Perini. Hanno tutti tra i ventidue e i ventisei anni e vengono da Assisi e da Foligno. Tutto è partito due anni fa quando Matteo, Simone e Lorenzo furono spronati dal loro professore universitario ad avere un'idea propria di imprenditorialità. Amanti della musica e della tecnologia, i tre hanno così pensato di realizzare un'applicazione per smartphone. A loro si è aggiunto poi Luca, che ha portato le sue capacità di programmatore, diventando di fatto il braccio digitale della squadra. Ma di cosa si tratta? “Muni – spiegano i quattro ragazzi – è il primo Eas, ovvero everything about something, un'applicazione interamente dedicata al mondo della musica che connette artisti, locali ed ascoltatori”. “Abbiamo lavorato due anni – raccontano i giovani umbri – affinché tutto potesse essere perfetto per far innamorare le persone della nostra filosofia, renderle partecipi di quella che potrebbe diventare la loro grande famiglia”. Ed in effetti i sondaggi e le interviste fatte ai potenziali utenti hanno dato riscontri molto positivi, tanto da convincere gli ideatori di Muni a proseguire con ancora più entusiasmo. L'applicazione si divide in tre grandi sezioni. La prima è quella dei post. Con pochi click, utenti, artisti e locali potranno generare post musicali, unendo a immagini o video una traccia di 15 secondi. Insomma, un'esperienza molto simile ai social network: “Ma non chiamatela così – ci tengono a precisare i quattro papà di Muni -. La nostra applicazione vuole valorizzare la qualità dei contenuti pubblicati. Nell'arco di una giornata gli utenti potranno condividere un solo post, spingendo le persone a dare significato a quel contenuto”. In questa maniera, chi utilizzerà Muni potrà creare un vero e proprio album della propria vita, racchiudendo un anno in non più di 365 fotogrammi. La seconda sezione è dedicata agli artisti, ovvero uno spazio virtuale dove cantanti e band potranno proporre i loro lavori, interagire con fan e locali. Una sorta di Linkedin della musica, al quale va aggiunta la terza sezione, quella dedicata ai locali, che avranno così la possibilità di pubblicizzare i propri eventi, vendere online i biglietti e capire cosa proporre al pubblico grazie alle indicazioni che l'applicazione saprà fornire. La vera rivoluzione di Muni sarà quella di unire indissolubilmente utenti, artisti e locali, fidelizzando gli uni agli altri. Già, perché attraverso un vero e proprio “matching”, si potranno creare anche delle tribù virtuali. Far parte dello “zoccolo duro” dei fan di un artista potrebbe permettere agli utenti di ottenere bonus, gadget o partecipare ad eventi speciali. “Vogliamo ridare alla musica un valore sociale – raccontano Matteo, Simone, Lorenzo e Luca -. La musica dovrà essere il collante sociale per creare veri legami tra le persone”. GLI OCCHI DI AMAZON – I quattro hanno deciso di presentare la loro idea al Web marketing festival di Rimini, ovvero una tra le più importanti fiere del digitale. Una volta iscritti alla sezione “Young startup competition”, i creatori di Muni sono stati scelti tra i tre finalisti, battendo la concorrenza di oltre 300 progetti. Su di loro sono finite anche le attenzioni di Amazon, che a Rimini ha premiato in via straordinaria Muni come potenziale “app killer”, ovvero un'applicazione ad elevata scalabilità e ad alta viralità. Ma non finisce qui, perché i quattro umbri stanno allargando la loro comunità, per capire quanto le potenzialità di Muni possano interessare ad esperti del settore e semplici utenti. L'app verrà presentata nelle prossime settimane a Londra, di fronte ad una platea di investitori italiani e non. Nel frattempo, non resterà che aspettare il prossimo gennaio per vedere Muni sui market digitali di Apple e Android: “Tutti coloro che sono interessati a collaborare al progetto – dichiarano in coro i quattro giovani imprenditori – non devono far altro che contattarci: oltre a quelle finanziarie, abbiamo bisogno di risorse umane per crescere”.

Fabio Luccioli

di Fabio Luccioli

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