Ricavi per 500mila euro non dichiarati, a Foligno nei guai scuola di equitazione

L'impresa commerciale si nascondeva dietro ad una finta associazione sportiva per usufruire delle agevolazioni fiscali. A smascherarla gli uomini guidati da Antonio Auriemma

Foligno, sede della guardia di finanza

A smascherarla ci hanno pensato i finanzieri della compagnia di Foligno guidati dal capitano Antonio Auriemma che, attraverso un controllo mirato, hanno scoperto una finta associazione sportiva che operava come una vera e propria impresa commerciale dedita all’insegnamento delle pratiche dell’equitazione per grandi e bambini, nonché al ricovero ed al mantenimento di numerosi equini di proprietà di privati, senza possedere i requisiti indispensabili per beneficiare delle agevolazioni fiscali. A cadere nella rete dei controlli è stata una scuola di equitazione che, per evitare il pagamento delle imposte nella loro interezza, usufruiva impropriamente del regime di tassazione agevolata riservato dal Fisco a questo tipo di associazioni. Come accertato dai finanzieri, invece, si trattava di un’impresa commerciale a tutti gli effetti, anziché di associazione sportiva. La struttura era gestita da una famiglia che deteneva l’esclusivo potere decisionale in merito a tutte le attività proposte (scuola di equitazione, passeggiate a cavallo, campus estivi, ricovero dei cavalli negli appositi box), non osservando le formalità richieste dalla normativa di settore e senza che gli utenti conoscessero il regolamento o il funzionamento dell’associazione. La stessa era, tra l’altro, pubblicizzata su internet, attraverso siti specializzati, come una vera e propria scuola di equitazione, con recensioni lusinghiere da parte dei numerosi clienti provenienti anche da fuori provincia. Le Fiamme gialle, sulla base di tutti gli elementi acquisiti, hanno quindi configurato l’esistenza di un’impresa commerciale a tutti gli effetti, rilevando e segnalando all’Agenzia delle entrate maggiori ricavi per circa 500mila euro, con un’evasione dell'Iva per oltre 100mila euro. Numerose sono state le irregolarità riscontrate: si va dalla mancata tenuta di tutte le scritture contabili ad altre violazioni tributarie, quali l’omessa registrazione degli incassi. “Le Fiamme gialle – spiegano dal Comando provinciale - continuano l’attività di controllo economico del territorio a tutela degli imprenditori onesti che rispettano le regole ed a contrasto di chi, al contrario, evade il Fisco, ad esempio, come nel caso di specie, dissimulando la propria natura ed utilizzando indebitamente un regime fiscale agevolato, con un illecito arricchimento ed una sleale concorrenza”.

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di Redazione

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