Scomparsa Benedetti, parla il vescovo Sigismondi: "La commozione è pari alla gratitudine"

A 100 anni la comunità folignate saluta il vescovo più anziano d'Italia. Il suo predecessore: "Aveva un'intelligenza superiore alla norma e non perdeva mai la pazienza"

Gualtiero Sigismondi e Giovanni Benedetti (foto Vissani)

Una notizia che ha toccato un'intera comunità. La morte di monsignor Giovanni Benedetti (leggi qui) è arrivata alle prime ore del mattino di giovedì. L'attuale vescovo di Foligno, Gualtiero Sigismondi, è stato tra i primi ad aver ricevuto la triste notizia. Sigismondi ha così immediatamente raggiunto al capezzale il suo predecessore. Tra lo stravolgimento degli impegni giornalieri e la commozione per la perdita di una grandissima figura, monsignor Gualtiero Sigismondi ha voluto ricordare Benedetti in un'intervista rilasciata a Rgunotizie.it

Eccelenza, un suo pensiero su monsignor Giovanni Benedetti...

"La commozione è pari alla gratitudine. Questo è il primo pensiero che attraversa la mia mente da quando ho appreso questa mattina la notizia della morte del vescovo emerito Giovanni. La commozione è pari alla gratitudine a Dio, che ci ha donato un uomo di grande statura non solo fisica ma anche spirituale. Un uomo che anche negli ultimi giorni in cui la malattia ha bussato alla porta del suo corpo, non ha perduto la serenità. Sono di nuovo grato a Dio perché ci ha dato un pastore di questa levatura"

Solamente qualche mese fa abbiamo tutti festeggiato il traguardo dei 100 anni di monsignor Giovanni Benedetti. Nonostante questo traguardo importante e questo suo fardello portato negli ultimi giorni, la sua è stata fino alla fine una figura eccezionale.

"In questi giorni ho avuto modo di frequentarlo più assiduamente in ospedale. Non ho mai letto nel suo volto un segno di insofferenza, ma sempre una grande serenità. Certo, nutriva il desiderio di tornare a casa e così è stato. Personalmente, ho anche io una gratitudine infinita nei suoi confronti. Lo conobbi quando ero adolescente e lui era invece vescovo ausiliare di Perugia. Ricordo ancora il primo giorno che lo incontrai, era il giorno dell'ottava di Pasqua ed era venuto ad Ospedalicchio, il mio paese natale, per celebrare la messa delle undici dove sarebbero stati amministrati otto battesimi: evento eccezionale per una piccola parrocchia! Io arrivai in chiesa molto prima, come era mio costume, e trovai il vescovo seduto in prima fila. Mi fermai all'ultimo posto. Lui stava recitando il Breviario e soltanto alla fine mi avvicinai e lo salutai. La cosa che mi impressiona è che il giorno dell'ottava di Pasqua, nella Liturgia, si legge l'incontro tra Gesù e Tommaso. Io sono diventato vescovo di Foligno il 3 luglio, che è la festa di San Tommaso. Dopo tanti anni, ho letto in questa coincidenza una misteriosa regia. Regia che anche questa mattina (giovedì mattina ndr) si è palesata. Oggi sarei dovuto andare a Roma per un impegno riguardante il terremoto ed invece ho deciso di mandare altri: così mi sono potuto trovare al suo capezzale nel momento del transito".

Si ricorda cosa le ha detto monsignor Benedetti nel giorno della sua nomina a vescovo di Foligno?

"Era molto contento. Avevo avuto modo di conoscere Benedetti tante volte da educatore in seminario, perché anche quando è diventato vescovo emerito, non mancava di venire puntualmente a visitare il seminario regionale. La sua visita era attesa perché era sempre molto generoso e portava molti dolci. In quelle occasioni, ho avuto modo di dialogare con lui e di scoprire anche più da vicino il suo talento teologico. E' diventato anche docente al teologico e più volte l'ho invitato a tenere almeno una lezione durante i corsi che tenevo. C'era una certa affinità e consuetudine, anche per la consonanza negli studi teologici. Quando sono diventato vescovo, l'ho visto raggiante e molto contento. Ci conoscevamo e sapeva di affidarmi una chiesa bella. Tutte le volte che lo sono andato a trovare, mi ha chiesto: 'ma ti vogliono bene?'. Perché secondo lui, se la gente ti vuole bene, significa che funzioni".

Monsignor Giovanni Benedetti in una delle ultime interviste ha ricordato il suo straordinario rapporto con la comunità. Oltre a questo, è stato anche un vescovo-giornalista visto il suo impegno ne La Voce e nella Gazzetta di Foligno. Insomma, un grande comunicatore..

"Aveva un'intelligenza superiore alla norma che si esprimeva nella capacità di non perdere mai la pazienza. Sapeva che poi il tempo metteva in ordine tutte le cose. Del resto, con la grande intelligenza sapeva vedere i problemi non solo col microscopio ma anche con il telescopio. Sapeva usare entrambi gli strumenti: l'analisi ma anche la sintesi. Questa capacità nello studio, portata nel servizio pastorale, gli ha permesso di rimanere imperturbabile e sereno. Un servizio pastorale bellissimo, che ha potuto svolgere avendo al fianco anche collaboratori di assoluta grandezza. E' il caso del cardinale Betori e di sua eccellenza Buoncristiani, che questa mattina mi sono preoccupato di avvertire subito e che saranno presenti alle esequie. Con questi collaboratori, ha potuto svolgere un ministero fecondo e anche estremamente sereno, in cui ha potuto coltivare la sua passione teologica, che quando è diventato emerito ha sviluppato ulteriormente. Si potrebbe dire che chi non lo ha conosciuto personalmente, lo ha incontrato bibliograficamente".

Le esequie di monsignor Giovanni Benedetti saranno presiedute dal vescovo di Foligno Gualtiero Sigismondi sabato 5 agosto alle 10.30 nella procattedrale di Sant’Agostino – Santuario della Madonna del Pianto. La camera ardente, nella Chiesa del San Salvatore, aprirà oggi (giovedì 3 agosto) alle 16.

Fabio Luccioli

di Fabio Luccioli

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