Se l'ospedale diventa il cimitero delle mascherine

L'uso quotidiano dei dispositivi di protezione ha innescato un circolo vizioso: quello dell'abbandono selvaggio. Dai supermercati al "San Giovanni Battista" a Foligno vince l'inciviltà

Mascherina abbandonata all'ospedale di Foligno

“Ne usciremo meglio di prima”, diceva qualcuno proiettando lo sguardo al post coronavirus. Ma, guardando per terra, non sembrerebbe affatto così. L'uso oramai quotidiano di mascherine e guanti ha innescato un vero e proprio circolo vizioso: il loro abbandono indiscriminato. Nemmeno la tremenda pandemia sembra aver smosso lo spirito ecologista delle persone. Anzi, molto probabilmente il Covid-19 sotto certi punti di vista non ci ha reso migliori. Basta buttare un occhio su strade e aiuole, molte delle quali oramai zeppe di mascherine monouso e guanti abbandonati. Spesso nemmeno un cestino a poche decine di metri viene preso in considerazione. Sembra che per molti buttare in terra i dispositivi di protezione individuale sia diventato indispensabile. Ed allora ecco che nessun luogo sembra essere esente da questa problematica. Persino il parcheggio e gli spazi verdi dell'ospedale “San Giovanni Battista” si sono trasformati in un cimitero di mascherine e guanti monouso. Dispositivi saltati fuori dove l'erba è stata appena tagliata. Ma anche dove il verde è ancora rimasto incolto non è difficile imbattersi nei dispositivi di protezione. Ma l'inciviltà non sembra pervadere solamente chi raggiunge l'ospedale. Ai tempi del Covid-19, particolarmente bersagliati sono anche i supermercati. Al loro esterno va per la maggiore l'abbandono dei guanti trasparenti che vengono forniti all'ingresso dei grandi magazzini per effettuare la spesa in totale sicurezza. Tutto qui? Nemmeno per sogno. Chi in questi giorni ha scelto di fare una passeggiata, avrà sicuramente notato che anche marciapiedi e aiuole sono diventati il luogo “ideale” per abbandonare a terra le mascherine. Da San Paolo a Borroni, passando per viale Ancona, anche in questo caso nessuna zona di Foligno è risparmiata da questo fenomeno. “Nel tragitto casa-ufficio di circa 2 chilometri e mezzo – racconta un lettore di Rgunotizie – ho trovato in terra sei mascherine. Di questo passo – ironizza – a settembre saremo sommersi”. Insomma, le mascherine ed i guanti sembrano aver sostituito, nell'abbandono, i pacchetti di sigarette ed i fazzoletti. E anche se c'è già qualcuno che si sta attivando per avviare una pulizia straordinaria della città dalla mascherine, rimane la profonda amarezza per l'ennesima occasione persa nell'accrescere il nostro senso civico.

 

Fabio Luccioli

di Fabio Luccioli

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