Società di impianti elettrici non paga le tasse, a Foligno sequestro da 6 milioni

L'operazione “No taxes” è stata condotta dagli uomini della guardia di finanza del capitano Antonio Auriemma. Tra gli stratagemmi l'incorporazione della società in un'altra azienda

Foligno, sede della guardia di finanza

Un evasione milionaria. E' quella condotta da un'azienda del folignate, alla quale gli uomini della guardia di finanza sono arrivati al termine di complesse indagini. L'operazione “No taxes” ha portato alla denuncia di sei persone per omessa dichiarazione, occultamento delle scritture contabili e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. L'articolato sistema di frode, messo in piedi da alcuni imprenditori, ha permesso nel corso del tempo di evitare il pagamento di milioni in imposte, tasse e contributi. L’indagine ha preso le mosse da una verifica fiscale avviata nei confronti di una società, risultata “evasore totale”, operante nel settore degli impianti elettrici. La verifica, svolta dalle Fiamme gialle della compagnia di Foligno, ha portato alla luce una serie di condotte, reiteratesi negli anni, finalizzate a sottrarre beni all’erario. Tra gli stratagemmi utilizzati, l’incorporazione dell’azienda all’interno di un’altra società, gestita però dagli stessi amministratori, e l’utilizzo di perizie false per sovrastimare il valore degli asset. Al termine delle indagini, le Fiamme gialle, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma e da quella di Spoleto, hanno posto sotto sequestro quote societarie, denaro e un edificio situato nel torinese, per un valore complessivo pari a sei milioni di euro. Le persone coinvolte sono due donne e quattro uomini: tutti soggetti riconducibili alla società, insieme a liberi professionisti. Quattro di loro sono di Roma e due di Torino. Le indagini sono partite da Foligno perché è nella città della Quintana che la società aveva spostato la sede per circa un anno. Le indagini sono partite nell'autunno del 2018 e si sono concluse pochi giorni fa. I sei milioni di sequestro sono riconducibili all'immobile del torinese e si sommano agli altri due milioni del sequestro delle quote societarie e del denaro dai conti correnti. In totale dunque il sequestro è di 8 milioni di euro.

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di Redazione

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